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giovedì 18 giugno 2020


«Gelate, abbiamo bisogno dell’aiuto del Governo»

Bisognerebbe muoversi alla svelta e senza tempo da perdere. La filiera frutticola dell'Emilia-Romagna, profondamente colpita dalle gelate primaverili, ha bisogno di ottenere nell'immediato uno stop a mutui e contributi. Del resto, non potendo guadagnare, come possono fare le imprese a rispettare le scadenze di pagamenti e tasse? 

"La campagna, da poco partita, della frutta estiva è drammatica. E lo dico non essendo un pessimista per natura: campi senza prodotti significa magazzini chiusi, lavoro ridimensionato e gravissimi problemi per l’intero indotto. Ma le ripercussioni peggiori le vedremo fra qualche mese, se non saremo sostenuti dal Governo”, chiosa a Italiafruit News Giancarlo Minguzzi, a capo dell’omonima Op che commercializza frutta coltivata principalmente in Romagna. 

“Per colpa del gelo, in Romagna ci manca almeno l’80% dei volumi di pesche, nettarine e susine. Ma tutto il comparto frutticolo della Regione si prepara a vivere un’estate bruttissima, come mai in passato. I nostri agricoltori, le nostre strutture, già sofferenti negli ultimi anni anche a causa di una concorrenza sleale da parte di altri Paesi europei, non possono economicamente sopportare le conseguenze del gravissimo danno creato dalle gelate. Nonostante i nostri agricoltori tirino la cinghia e le strutture ortofrutticole si stiano attivando altrove alla ricerca di prodotti da confezionare e vendere, non potranno far fronte alle rate dei mutui accesi per investire su nuove tecnologie e stare al passo con un mercato sempre più esigente".


Una immagine delle gelate di fine marzo in Romagna

Minguzzi, che è anche presidente della Fruitimprese Emilia-Romagna, sollecita quindi lo Stato ad approvare “interventi straordinari ed immediati a favore di aziende agricole e Op che, tra l'altro, hanno costi fissi da sostenere. E’ doveroso sospendere o quantomeno slittare in avanti il pagamento dei contributi sulla manodopera e dei mutui per l’intero esercizio 2020”. Una istanza, questa, che ha appena avanzato anche la Camera di Commercio della Romagna a nome degli operatori della filiera agricola.
  
“Il comparto romagnolo della frutta estiva subirà con certezza una diminuzione complessiva della produzione dal 70% all’80%”, dice Mario Turroni, presidente delle Commissioni prezzi della Camera di Commercio della Romagna. "Ne consegue che ci sarà una diminuzione del 70% del personale impiegato nelle aziende agricole per tutte le operazioni inerenti la frutticoltura, con gravissime conseguenze per gli addetti sia nell’immediato sia nel futuro. La stessa conseguenza si avrà per le strutture cooperative e private operanti sul territorio per il ritiro, la lavorazione, la conservazione e la commercializzazione della frutta, con stabilimenti chiusi o sottoutilizzati”.

“Se abbandonata a sé stessa, questa situazione porterà gravissime conseguenze al comparto frutticolo e a tutto l’indotto ad esso riconducibile”, la conclusione di Turroni. 

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