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venerdì 19 giugno 2020


L'anguria italiana può osare di più

Il debutto entusiasmante e poi una strada in salita. I brutti scherzi del meteo e un consumo per certi versi ancora tradizionale. Gli sforzi dei brand e le strategie della distribuzione, passando per l'innovazione varietale. Le varie sfaccettature della campagna angurie sono state toccate nella nostra diretta Facebook di ieri, in cui sono stati coinvolti Salvatore Lotta (direttore commerciale di Agricola Campidanese - L’Orto di Eleonora, che commercializza l'anguria sugar baby Eleonora e Gavina, una mini senza semi), Giovanni Sansone (responsabile acquisti Dimar - Gruppo Selex) e Giuseppe Circella (product specialist cucurbitacee di Syngenta).



Rendere l'anguria meno meteoropatica, cioè meno adatta a dissetare e più a soddisfare il palato, significa anche suggerire al cliente nuove funzioni d'uso, diverse dalle attuali: servono quindi occasioni differenti per degustare il cocomero, rendendo però centrale l'aspetto del gusto in modo da affrancare il prodotto nei confronti di certe promozioni a prezzi inesistenti, che andavano di moda anni fa e ormai sono senza senso, ma che ancora capita di vedere.

“Maggio è stato un mese favorevole: richiesta alta e prezzi importanti – ha detto Lotta – Poi a giugno il cambiamento del clima, con l'abbassamento delle temperature e il maltempo, ha avuto ripercussioni nelle vendite. In Italia le angurie, per tradizione, si consumano con il bel tempo, diversamente da altri Paesi dove si mangiano tranquillamente in più momenti dell'anno. Stiamo vivendo un crollo dei consumi che sta causando qualche problemi. Dovremmo investire per stimolare nuovi usi dell'anguria, per abituare le persone a consumare il frutto in maniera diversa, piuttosto che metterla sempre sulla promozione del prezzo, non sempre questa è la via giusta”.



Di mese di maggio anomalo parla anche Sansone. “Il prodotto si vendeva anche a quotazioni alte, tutto il comparto frutta era posizionato con prezzi elevati e l'anguria non ha dato tanto nell'occhio. Purtroppo i consumi sono legati al meteo e quello che è successo negli ultimi dieci giorni è stato incredibile. Da un punto di vista produttivo non abbiamo riscontrato problemi qualitativi”.

Che fare per superare questa parentesi difficile? “Sicuramente è necessario segmentare e brandizzare per fidelizzare il consumatore – ha aggiunto il manager Dimar – La profondità assortimentale è un dato fondamentale, bisogna poi allungare il periodo di commercializzazione con una continuità di standard. E' importante sezionare non solo le crimson classiche, ma anche le midi, mantenendo brand e un posizionamento dignitoso: noi per esempio prevediamo pozzetti dedicati nei punti vendita dove veicoliamo angurie e meloni tagliati e prezzati, oltre ad essere un servizio serve per far conoscere il prodotto. Bisogna insistere sulla proposta, sul servizio, sull'assortimento completo. Noi continueremo sulla nostra strada per valorizzare brand e produzioni italiane, ci aspettiamo un aiuto dal meteo”.



Le difficoltà momentanee non devono spaventare. Per Circella “ci sono note positive e una speranza concreta che le cose possano cambiare. Dopo il giugno dello scorso anno c'è stato un forte interesse produttivo nel segmento del precoce, ma successivamente, con il lockdown, le superfici investite sono un po' diminuite per il pieno campo, per i trapianti di inizio maggio: ci sarà qualche cosa in meno rispetto allo storico, anche per il tardivo. La genetica non è tutto, ma è la base: l'anguria sta evolvendo molto rapidamente anche grazie all'innovazione varietale e ad operatori che staccano rispetto alla tradizione. L'anguria può osare di più: è una referenza in piena evoluzione, ci vuole coraggio nel cambiare anche il mercato dell'anguria con semi. Brix e tenuta restano elementi molto importanti, credo che il mercato italiano con la differenziazione, la qualità, la precocità e la caratterizzazione possa svolgere un ruolo importante, anche per l'esportazione, e dare soddisfazioni a parte questo inizio di stagione un po' in salita”.

Per rivedere la puntata completa si può cliccare qui o nel video sottostante.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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