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martedì 30 giugno 2020


Albicocche, una qualità sensazionale per la Pellecchiella del Vesuvio

“Una stagione come questa dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo sarebbe da segnare negli annali”. La pensa così Silvestro Gallipoli, agronomo dell’azienda Real Frutta di Sant’Anastasia (Napoli), secondo cui quest’anno il profilo organolettico della Pellecchiella del Vesuvio, una delle albicocche più aromatiche in assoluto che offre l’Italia, è senza dubbio il migliore degli ultimi decenni.

“Il problema è che il mercato italiano, per ora, non sta rispondendo alle alte attese dei produttori, collegabili in larga parte alla scarsissima disponibilità dei volumi di albicocche a livello nazionale - sottolinea l’operatore a Italiafruit News - I coltivatori si aspettavano prezzi alle stelle. Ciò non si sta verificando a causa del coronavirus che sembra avere portato aria di crisi e aver ridotto la capacità di spesa delle famiglie”.

“La Pellecchiella del Vesuvio, grazie al clima perfetto e poco umido dei mesi scorsi, presenta una buccia liscia come una pesca, senza difetti. Il grado brix varia dai 18 ai 24, ma è l’aromaticità il vero elemento differenziante di questa varietà antica che, purtroppo, coltivano sempre meno aziende agricole a causa degli alti costi di gestione e del problema, enorme, della Sharka. Chissà se la prossima generazione riuscirà ancora ad assaporarla?”, si chiede con amarezza Gallipoli. 



In questa stagione, come osserva il tecnico dell'azienda campagna, la raccolta è partita verso il 15 giugno nelle zone di più basse e ora proseguirà a quote progressivamente più alte sino al 20-30 luglio, arrivando perfino in cima al Monte Somma

La Real Frutta Srl commercializza il frutto tipico dell’arale vesuviano in via esclusiva nel canale della grande distribuzione organizzata del Centro e Sud Italia, spaziando dalla Toscana alla Sicilia. “Quest’anno - segnala l’agronomo - abbiamo lanciato sul mercato il nuovo cestino in cartone con coperchio in plastica che contiene al suo interno un piccolo oposculo informativo, attraverso il quale cerchiamo di spiegare lo strettissimo legame esistente fra le caratteristiche qualitative della Pellecchiella, la vera albicocca del Vesuvio, ed i terreni di origine vulcanica e l’ambiente pedo-climatico in cui essa viene prodotta”.

“Gli italiani dovrebbero sceglierla non tanto per il suo sapore, che è comunque straordinario, quanto piuttosto per quello che rappresenta per la zona del Vesuvio. Qui i produttori rimasti tutelano l'ambiente montano e coltivano in condizioni impervie per portare avanti la tradizione. Dobbiamo cercare - conclude Gallipoli - di fare passare questi messaggi per evitare il rischio di una futura estinzione della sua coltivazione".
 
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