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giovedì 16 luglio 2020


Made in Nature: nei social lo spazio ideale per il biologico

Il progetto Made in Nature – finanziato dall’Unione Europea e sei importanti realtà produttive italiane come Brio, Canova, Conserve Italia, Lagnasco, RK Growers, VeryBio, associate a Cso Italy per un valore totale di attività di 1,6 milioni di euro in Italia, Francia e Germania, ha realizzato ieri (mercoledì 15 luglio) un incontro in versione digitale tra i media e i produttori.
L’incontro ha permesso di mettere in evidenza il ruolo determinante del biologico italiano a livello europeo. Le sei aziende sostenitrici del Made in Nature rappresentano oggi oltre il 70% dell’ortofrutta biologica italiana sul canale retail. L’Italia oggi conta 1,958 milioni di ettari coltivati a biologico e 76.000 operatori (Fonte Sinab). Le ultime elaborazioni di Ismea su dati Nielsen relative al 2019 evidenziano un valore degli acquisti bio di 2,5 miliardi di euro pari al 3% degli acquisti alimentari degli italiani. 

La maggiore crescita del biologico è avvenuta in Gdo che, negli ultimi 10 anni è aumentata del 217%.

La frutta rappresenta il 23,2% delle vendite bio nell’ambito del food italiano e gli ortaggi rappresentano il 19,2% del totale delle vendite. Il 2020 ha visto complessivamente un’ulteriore crescita del biologico fresco e trasformato con aumenti a due cifre nel canale retail.

Tornando all’incontro tra produttori e media che originariamente doveva essere in presenza, a causa del Covid-19 e delle conseguenti difficoltà a realizzare manifestazioni si è trasformato in una occasione molto interessante di confronto con il mondo degli opinion leader digitali, food blogger e comunicatori web. Un confronto che parte dall’esperienza di assaggio, con l’invio di una selezione di prodotti a giornalisti e influencer coinvolti. 

Si è trattato di prodotti di stagione, meloni, pesche, fragole tardive, mirtilli, pomodori ciliegini, carote ma anche trasformati di pomodoro e succhi di frutta bio. La consegna dei prodotti, messi a disposizione dalle aziende protagoniste del progetto, è avvenuta per questa edizione dell’evento a Bologna, in Romagna e in Piemonte. Dopo l’assaggio si è attivato un dialogo vivace tra consumatori e produttori.

I social sono uno straordinario spazio di dialogo per i produttori del biologico, soprattutto oggi, dopo che l’emergenza Covid-19 ha accelerato alcune tendenze e affinato la sensibilità dei consumatori. Gli esperti di comunicazione pubblicitaria in occasione del Festival della pubblicità di Cannes 2020, un’edizione anche questa rigorosamente digital, con l’intervento di Jabari Paul, Manager di Ben & Jerry (uno dei brand di gelati più importanti al mondo caratterizzato da una comunicazione che va molto oltre il solito messaggio sulla qualità) hanno messo in evidenza l’importanza per il food in generale di comunicare reali valori etici abbracciati a tutti gli effetti dall’azienda.

Questo intervento esprime al meglio la situazione che stiamo vivendo. I consumatori, attraverso i social sono sempre più attenti al comportamento dei brand e le istanze come la sostenibilità, l’ecologia e la lotta contro la discriminazione stanno diventando elementi cruciali nelle scelte di acquisto. 

I produttori di biologico sono, in questo contesto, in una posizione privilegiata. La produzione bio, infatti, ha di per sé tutti gli elementi per soddisfare i nuovi bisogni dei consumatori e i consumi, soprattutto in questo periodo, confermano il dato. Il biologico ha una grande forza perché mostra in modo chiaro il suo rapporto positivo con l’ambiente e la natura. Temi finora cruciali come la sicurezza, diventano dei prerequisiti mentre diventa di primaria importanza il packaging eco-friendly e plastic-free e tutto ciò che, in generale, dimostra coerenza, tra i valori del prodotto e l’etica aziendale. Parlare di sapore e di proprietà nutrizionali non basta più, è arrivato il momento di abbracciare una comunicazione più ampia che promuova uno stile di vita incentrato sul benessere a 360 gradi di rispetto della natura come dell’uomo.


Carlotta Perego

Un esempio  in questa direzione lo ha portato l’ ospite speciale dell’evento Made in Nature, Carlotta Perego, in arte Cucina Botanica (www.cucinabotanica.com/), con il suo progetto digitale dedicato alla cucina vegetale, che ha come obiettivo la comunicazione di un’alimentazione e uno stile di vita più sani e sostenibili, ha raggiunto in poco tempo 202mila iscritti al suo canale Youtube e 138mila follower su Instagram ponendosi con un approccio comunicativo molto attento agli aspetti etici e ambientali dell’alimentazione (packaging, sostenibilità, naturalità ecc). La narrazione del cibo biologico quindi non può parlare solo di gusto e qualità ma deve portare con sé valori ambientali e umani a 360°.

L’approccio social del progetto Made in Nature ha dato buone risposte come seguito di pubblico a poco più di un anno dal suo avvio.

La pagina Facebook, nata poco più di un anno fa, ha raggiunto, con 180 post pianificati, 900.000 impression e una percentuale di engagement molto elevata soprattutto quando si parla di valori di prodotto. Su Instagram i numeri sono altrettanto alti e la stessa cosa si può dire con il sito dedicato al progetto (www.madeinnature.org) che è stato visitato in un anno da oltre 20.000 utenti unici dei paesi target del progetto che sono Italia, Germania e Francia e ha raggiunto 2,4 milioni di persone in Europa attraverso la campagna Google ADS.


L'albero della stagionalità

Dal continuo contatto con i consumatori attraverso i social emerge che una delle curiosità principali dei consumatori bio è la stagionalità dei prodotti

Sappiamo che la stagionalità dipende dalla latitudine di produzione ma la percezione di consumare prodotto di stagione rassicura il consumatore che la vive come una scelta sicuramente più in linea con la naturalità. 

Il sito Made in Nature ha per questo lanciato il suo albero della stagionalità (www.madeinnature.org/tree). Un albero magico, animato con tutti i prodotti di stagione suddivisi per mese e con la descrizione del frutto o ortaggio e le sue caratteristiche. Un’ottima guida per i consumatori attenti del biologico italiano. 

I risultati dei primi 6 mesi del 2020 sull’ortofrutta bio per le aziende Made in Nature:
 
Per Luca Zocca, responsabile Marketing di Brio/Alce Nero nei primi mesi del 2020 è stato “il mercato interno" a registrare la crescita più significativa, seguito negli ultimi mesi dalla domanda di export. "Come crescita - dichiara Zocca- abbiamo riscontrato un +10% a valore per l’Italia e un +50% di export rispetto al 2019. Riscontriamo, inoltre, una richiesta di garanzie sul prodotto confezionato, per creare packaging sempre più ecosostenibili eliminando totalmente la plastica, dal pack alle etichette”.
 
Una crescita del settore confermata anche da Paolo Pari direttore di Almaverde Bio: “Canova ha visto un aumento di vendite in Italia nel primo semestre a doppia cifra, trainate dall’ecommerce mentre giugno e luglio si registra un trend di assestamento e normalizzazione. L’export, sta crescendo ancora in misura consistente. Il passaggio a un packaging sempre più sostenibile,” dichiara Paolo Pari, “è un percorso che stiamo sviluppando e continueremo a perseguire per ottenere confezioni sempre più sostenibili con l'uso di materiale compostabile totalmente riciclabile”.
 
“Nel panorama retail”, ha affermato Stefania Costa, marketing manager per il canale retail di Conserve Italia, “La gamma bio ha registrato crescita in doppia cifra durante il lockdown che si sono confermate anche negli ultimi mesi. Queste vendite hanno compensato, in parte, il canale Horeca che, tuttavia, si sta riprendendo. Il biologico di Conserve Italia è in crescita ma continua a essere ancora un mercato di nicchia. La nostra offerta” conclude Stefania Costa “riguarda il marchio Valfrutta che si segmenta nel Bio e va a rappresentare la punta di diamante del nostro percorso di sostenibilità che solo, per Valfrutta, tocca 14.000 agricoltori”.
 
“Le attività bio di Lagnasco Group hanno toccato un'ampia gamma di prodotti tra cui i frutti di bosco” dichiara Massimo Perotto responsabile commerciale di Lagnasco. “La richiesta di mirtilli è aumentata negli ultimi anni” ha “soprattutto sul mercato europeo, passando da frutto di guarnizione a prodotto di primo consumo. Quest’anno la richiesta dei frutti di bosco ha confermato la crescita della domanda, specialmente per il prodotto biologico. Abbiamo vissuto anche noi l’impennata dei consumi nei primi mesi, dell'anno ristabilizzandosi negli ultimi tempi e confermando, però, il trend di ‘cambiamento’ soprattutto sulla sensibilità ambientale che porta i consumatori a richiedere sempre più prodotto biologico”.
 
L’attività di Veritas Biofrutta, la linea biologica di Mazzoni, si concentra soprattutto sull’export e ha visto “nei primi mesi del 2020 una contrazione verso l’estero per poi ripartire a pieno regime - ha affermato Francesco Ricchieri, sales export manager - In Italia abbiamo, inevitabilmente, sofferto per la mancanza di fornitura delle mense. Per il packaging lavoriamo con solo carta mentre su altri 100% PET, in base ai prodotti, la nostra linea è quella di essere il più green possibile per affrontare la sfida ambientale e offrire un prodotto sempre più sano, buono e ambientalmente sostenibile”. Sul fronte dell'ortofrutta surgelata, Carlo Trevisan - purchasing manager del Gruppo Mazzoni -  ha messo in evidenza l'importanza del progetto Made in Nature per coinvolgere i consumatori e i buyers europei con il linguaggio giusto e la coerenza del biologico. "Gli investimenti nell'innovazione di prodotto - prosegue Carlo Trevisan - coinvolge l’attività dei surgelati di Mazzoni che negli ultimi anni ha sviluppato una linea food service, su gelati e prodotti dolciari biologici di alta gamma, che rappresenta il 2% delle produzioni ma che è in continua crescita grazie alla sempre maggiore domanda di biologico e di sostenibilità da parte dei consumatori”.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.madeinnature.org

Fonte: Made in Nature


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