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martedì 21 luglio 2020


Crolla l'export spagnolo di frutta e verdura

Improvvisa giravolta e crollo verticale dell'export spagnolo di ortofrutta nel mese di maggio: le esportazioni sono diminuite del 16% in volume e del 5% in valore in confronto allo stesso mese dell'anno precedente, per un totale, rispettivamente di 1 milione di tonnellate e 1,4 miliardi di euro. Commentando i dati della Direzione generale delle dogane, Fepex sottolinea che è la conseguenza dell'aumento del consumo sul mercato nazionale legato all'effetto coronavirus, ma il confronto con aprile resta comunque impietoso: nel mese precedente, anch'esso interessato dalla pandemia, le vendite all'estero avevano fatto segnare una crescita economica del 13,5% sullo stesso periodo del 2019, per un totale di 1,5 miliardi di euro mentre i quantitativi erano sì diminuiti, ma solo del 2%, attestandosi a 1,1 milioni di tonnellate.



Nel dettaglio, le esportazioni di frutta sono diminuite del 15% rispetto a maggio 2019, mentre il valore è sceso del 10%. In forte calo anche gli ortaggi, che hanno accusato nelle due voci un -16,5% e un -6%. Da gennaio a maggio i quantitativi di frutta e verdura commercializzati all'estero sono stati pari a 6,1 milioni di tonnellate, il 2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 per un business di 7,4 miliardi di euro, ancora decisamente in attivo (+ 11%).



Stando ai dati del Ministero dell'Agricoltura, i consumi delle famiglie iberiche sono cresciuti sensibilmente, a maggio. Nella prima settimana, dal 27 aprile al 3 maggio, le vendite sono lievitate del 36,6% per gli ortaggi e del 44% per la frutta rispetto alla stessa settimana del 2019; dal 4 al 10 maggio, il consumo è cresciuto rispettivamente del 37%  e del 26%; la terza settimana di maggio ha evidenziato un progresso del 34% per gli ortaggi e del 16,5% per la frutta. Il calo dell'export viene attribuito inoltre anche all'andamento negativo di alcune campagne, come quella della ciliegia. Resta il fatto che la flessione dell'export è stata considerevole e conferma anche la stretta correlazione tra la produzione nazionale e i consumi. Si attendono ora i dati relativi all'Italia per capire se il nostro Paese avrà saputo, almeno in parte, approfittare della minore "vitalità" del competitor per antonomasia.

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