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venerdì 24 luglio 2020


«Verdure, gli italiani hanno dimezzato i consumi»

Un mese di luglio catastrofico per il comparto degli ortaggi, che è stato penalizzato da un brusco e progressivo calo della domanda nazionale. Una situazione che non era certo preventivabile a fine giugno, ma che da qualche settimana a questa parte sta provocando pesanti problematiche sia nei campi che nei magazzini refrigerati. 

“Dopo tre mesi di vendite straordinarie, a marzo, aprile e maggio, sono seguiti un giugno normale e un luglio drammatico, caratterizzato da un clamoroso crollo dei consumi di verdure sul mercato nazionale”, conferma a Italiafruit News Luigi D’Apice, presidente dell’Op Opoa-Marsia che opera nel distretto orticolo e pataticolo del Fucino, in Abruzzo.

“Noi vendiamo in tutta Italia e anche all'estero. A luglio, in particolare, abbiamo registrato un calo dei volumi di vendita di radicchi, insalate e finocchi pari al 50% rispetto al medesimo mese dell’anno precedente. I prezzi in campagna fanno ridere, sono scandalosi, al punto che oggi non vale nemmeno la pena raccogliere questi prodotti. Stiamo tritando montagne di radicchi rimasti invenduti. Ma la situazione è drammatica anche per le carote, le cui quotazioni all’origine sono scese ai minimi storici, per le zucchine e per le prime patate Agata da consumo fresco”. 



“Un calo così improvviso dei consumi è difficile da spiegare. Ma è possibile che le famiglie italiane abbiano cominciato a comprare solo l'indispensabile. Siamo quindi molto preoccupati per i nostri soci produttori e in generale tutti gli agricoltori locali. Nell’Altopiano del Fucino, infatti, l’agricoltura è estremamente concentrata nei mesi estivi. Tantissime famiglie vivono sul reddito della campagna orticola. Se il resto dell’estate andrà male, ci saranno gravi ripercussioni sulla nostra economia”.

I consumatori italiani, in queste settimane, sembrano non sapere minimamente della crisi che attanaglia gli ortaggi. I media generalisti ed i telegiornali dovrebbero quindi portarla all’attenzione del grande pubblico come facevano qualche mese fa con il tema della possibile mancanza di forza lavoro nei campi. Forse, così facendo, si potrebbe incentivare perlomeno qualche acquisto “solidale” in più.  

“Le richieste dell'estero a luglio non sono calate, ma sono stabili. Questo significa - conclude D’Apice - che il problema dei consumi di ortaggi è una questione italiana”. Non si può far altro che sperare, ora, in una veloce inversione di tendenza.

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