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IV Gamma lunedì 31 agosto 2020


Crisi IV Gamma, Sos da Confagri

Se dal punto di vista delle vendite i segnali di ripresa non mancano, lo tsunami-Coronavirus che ha investito la IV gamma rischia di lasciare sul campo "morti e feriti", con chiusure di aziende e minor occupazione. E mentre il presidente di Uif IV gamma Andrea Montagna ricorda che "il sensibile calo dei volumi ha messo a dura prova i produttori, i quali hanno margini molto bassi a fronte di costi fissi importanti, con il rischio concreto che a breve alcune aziende debbano ricorrere alla cassa integrazione o ad altre formule per alleggerire la pressione", Confagricoltura evidenzia "l’urgenza di intervenire per ristabilire la redditività e la fiducia di un comparto che ha subito un colpo durissimo dallo squilibrio di mercato conseguente alla pandemia". E chiede, per questo, di "valutare in maniera concertata gli interventi più idonei, come già previsto per altri settori”.



Il calo di vendite di insalate in busta e, in generale di ortaggi di quarta gamma, è iniziato con il lockdown, quando i consumatori, programmando la spesa per più giorni, avevano orientato i loro acquisti verso prodotti più conservabili, ricorda in una nota Confagri. Con la chiusura dei pubblici esercizi è poi venuta meno anche la domanda del segmento Horeca. La situazione, che si auspicava temporanea, è invece peggiorata: Confagricoltura, citando i dati del Monitor Ortofrutta, ricorda che il 30% delle famiglie ha ridotto i consumi di quarta gamma anche dopo la fase acuta della pandemia, e oltre il 10% di coloro che compravano insalate in busta ha abbandonato il prodotto.

Dopo la fase due, con alcune riaperture, le vendite sono rimaste comunque costantemente inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il comparto -  aggiunge Confagricoltura - vale oltre un miliardo di euro, costituisce il 16% del business degli ortaggi freshchi ed è caratterizzato da un trend trainante e innovativo che purtroppo "ha registrato un improvviso stop a causa della pandemia".



Già a fine giugno l'organizzazione aveva segnalato le difficoltà del segmento produttivo, sollecitando il Mipaaf a prevedere l’attivazione di opportune misure di intervento per sostenere le imprese, anche facendo leva sul fondo emergenziale istituito con il Decreto Rilancio.

“E’ una situazione - dichiara ora Massimiliano Giansanti, presidente dell'organizzazione - che conferma le nostre preoccupazioni e l’urgenza di intervenire per ristabilire la redditività e la fiducia di un comparto che era decisamente in crescita e che ha subito un colpo durissimo dallo squilibrio di mercato conseguente alla pandemia". Di qui la richiesta di interventi urgenti e mirati.

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