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giovedì 3 settembre 2020


Val di Non, ciliegie e albicocche danno soddisfazione

Tra le pochissime aziende private di riferimento che operano in Val di Non, la Maccani Frutta di Predaia, frazione Tres, chiude in questi giorni la campagna delle albicocche tardive Farbaly e si prepara a dare il via ai primi stacchi di mele Red Delicious e Golden Delicious che dovrebbero compiersi rispettivamente tra 10 e 15 giorni.

“La stagione delle albicocche tardive ci ha dato buoni risultati, come quella delle ciliegie che abbiamo iniziato a coltivare per primi in Val di Non nel lontano 2002. Attualmente gestiamo circa 1,5 ettari di albicocche Farbaly, che presentano una bellissima faccetta rossa oltre a un ottimo sapore, e 4,5 ettari di ceraseti suddivisi tra le varietà Kordia e Regina. Poi abbiamo 7 ettari di mele, prodotto simbolo della nostra valle. Tutti i nostri impianti sono coperti con reti antigrandine e/o antipioggia”, spiega a Italiafruit News Ermanno Maccani, titolare dell’azienda trentina che commercializza i suoi prodotti con il marchio “Maccani - Frutta di Montagna”, lavorando principalmente con i Mercati all’ingrosso italiani, oltrechè con una importante catena della Gdo nazionale.



Gianluca, figlio 24enne di Ermanno, aggiunge: “Per la Val di Non, l’albicocco è una coltura che sconta il grande rischio delle gelate primaverili. Quest’anno ci sono state per 5 notti nella fase di fioritura, con punte negative di -6,5 gradi centigradi. Per fortuna siamo riusciti a salvare l’intera produzione attraverso l’impiego di candele e forni a pallet. Ma se le gelate fossero state più tardive, avvenendo ad esempio 10 giorni dopo, questi metodi di difesa non sarebbero stati sufficienti”. 

Il gelo primaverile ha invece in parte influito sulla produzione cerasicola, provocando comunque danni poco ingenti. “La minor produzione di ciliegie è stata compensata dai prezzi molto alti, dovuti in parte alla scarsa offerta disponibile sul mercato nazionale. I risultati finali della stagione sono stati quindi soddisfacenti”, aggiunge Gianluca Maccani. 



Ora l’attenzione si sta spostando verso le mele, per le quali l’azienda che ha impianti nell’Alta Val di Non, a 800 metri slm di altezza, si attende “volumi in linea con la media produttiva e una prevalenza di pezzature medio-grosse grazie anche alle buone pratiche agronomiche”, come precisa il titolare Ermanno. Sembrano buone anche le prospettive commerciali. I grandi poli melicoli del Trentino-Alto Adige stanno infatti già terminando le scorte della scorsa stagione, dopo il boom di vendite che si è verificato nei mesi di lock-down per il coronavirus. 

“Secondo le nostre informazioni, gli accumuli delle Golden dovrebbero terminare all’incirca tra 15 giorni - conclude il figlio Gianluca - Ciò significa che questa campagna sta partendo con magazzini vuoti contrariamente ad altre annate. Nella scorsa campagna, per esempio, le mele del 2018 erano terminate a novembre 2019”. 

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