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mercoledì 9 settembre 2020


Pere, l’analisi di un produttore fortunato

Nel contesto controverso che vive la pericoltura italiana ci sono per fortuna produttori contenti non solo per i buoni volumi di alta qualità che sono riusciti a raccogliere quest’estate, ma anche per il positivo andamento delle contrattazioni sulle piazze mercatali all’ingrosso. Uno di questi imprenditori è l’emiliano Marco Bosi, frutticoltore e commerciante con una esperienza di oltre 30 anni nel settore pericolo. 

“Se guardo alla situazione generale dell’annata, mi considero sicuramente un pericoltore fortunato perché non ho avuto danni da maculatura bruna, che sta mettendo in grave difficoltà moltissimi altri colleghi della nostra Regione”, ammette a Italiafruit News. “I miei impianti sono situati in una zona pedecollinare a Valsamoggia (Bologna), dove c’è una continua ventilazione che va a penalizzare l'umidità e quindi lo sviluppo del fungo della maculatura bruna”. 

La raccolta di pere nell’azienda agricola di Bosi è terminata nel corso della scorsa settimana con la varietà Abate Fetel. Buone le performance agronomiche: “La produzione è mediamente bella, pulita (senza difetti) e presenta una pezzatura medio-grossa. Ho rilevato solamente un po’ di scarto legato alle cinghiature da freddo e alle punture di cimice asiatica, la quale ha provocato danni molto limitati e nettamente inferiori all’anno scorso”.



Anche il mercato delle Abate, inoltre, sembra essere partito nel migliore dei modi. Secondo Bosi, che commercializza le sue produzioni presso il Caab di Bologna, “le aziende che dispongono di Abate con la classica faccetta rossa riescono ad ottenere dai 0,90 euro il chilo per la pezzatura 65+ lavorata in cassa, ai 1,5-1,8 euro il chilo per i calibri 75-85 e oltre lavorati in padella monostrato”.

Prezzi tutto sommato buoni, quindi, per le prime partite in commercio. Ma è presto per cantare vittoria, la campagna sarà infatti molto lunga. “In azienda abbiamo appena effettuato il primo trattamento con SmartFresh, l’unica soluzione per il post raccolta che può garantire il miglior mantenimento delle caratteristiche qualitative del frutto nel lungo termine. Di solito, noi iniziamo a lavorare la gran parte della nostra produzione di pere tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. A quel punto - conclude - potremo capire effettivamente la risposta del mercato nazionale”.

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