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venerdì 11 settembre 2020


Cso: luglio conferma il crollo dei consumi ortofrutticoli

Luglio ha confermato l’andamento negativo di giugno: i consumi di ortofrutta fresca sono in caduta libera. La conferma arriva dall’Osservatorio di Mercato di Cso Italy sulla base delle rilevazioni Gfk.

La domanda nel periodo in esame si attesta a 476mila tonnellate, -4% rispetto all’anno precedente e -12% se il confronto avviene con riferimento allo stesso mese del 2016. Una flessione che - sottolinea lo studio - interessa in modo trasversale l’intero Stivale: -3% Nord Ovest, -4% Nord Est, -5% Centro più Sardegna, -6% Sud più Sicilia.

Anche in termini di valore si evidenzia un calo: -4%, con prezzi medi tuttavia pari a 1,85 euro/kg (+1% su luglio 2019) superiori del 12% sul 2016. 

Nel dettaglio la frutta è la componente che patisce di più con un -6% su luglio 2019, per un totale di appena 274mila tonnellate acquistate, e un ammanco in termini assoluti di oltre 16mila tonnellate. Nel raffronto con il 2016 la contrazione dei volumi è addirittura del 16%.
Si tratta di una situazione complessa, in parte dovuta ad una frenata della domanda iniziata fin dalla primissima fase post-lockdown, legata al calo del potere di acquisto degli italiani, in parte riconducibile alla scarsità di prodotto disponibile sul mercato a causa delle gelate di fine marzo.

“I prezzi medi per la frutta sono saliti mediamente a circa 1,90 euro/kg con un incremento del 6% rispetto a luglio 2019, come conseguenza della minore disponibilità di prodotto per la stagione in corso”, sottolinea Daria Lodi, del servizio Statistica e Osservatorio di Mercato di Cso Italy. “Dall’inizio anno il prezzo medio della frutta si è sempre mantenuto al di sopra delle annate precedenti. La forbice, molto aperta in maggio e giugno, ha dato tuttavia segnali di chiusura in luglio”. 

Tra le specie frutticole la situazione è negativa per albicocche, con ammanchi nei volumi pari al 22%, nettarine (-11%) e ciliegie (-27%). Le pesche, tra le drupacee, sono le sole a reggere il confronto con il 2019, eguagliando le quantità del luglio dell’anno scorso. Da segnalare l’andamento insolito dell’anguria, in calo del 3%. Eccezioni in positivo per meloni (+3%), banane (+2%) e uva da tavola, vero outsider del mese, che raddoppia i quantitativi passando da 4 a 8mila tonnellate.

Secondo quanto emerge dall’Osservatorio di Mercato Cso Italy, i volumi di ortaggi acquistati nel periodo in esame hanno raggiunto le 202 mila tonnellate, -3% rispetto a luglio 2019 e -5% sullo stesso mese del 2016. Il prezzo medio in questo caso si è attestato a poco oltre 1,80 euro/kg, corrispondente al 6% in meno rispetto al 2019, quando le quotazioni medie avevano raggiunto 1,93 euro/kg, un indice ben al di sopra di quanto registrato nel triennio 2016-2018 pari a 1,73 euro/kg. “Nel caso degli ortaggi l’anno era cominciato con prezzi inferiori al 2019 per poi crescere nel trimestre aprile-giugno e scendere nuovamente a luglio riallineandosi con il trend del mese”, commenta Lodi.

Nel dettaglio i pomodori tornano sul gradino più alto dei consumi nonostante la contrazione dei volumi del 10% (41.750 tonnellate) seguiti dalle patate, che confermano il rallentamento dovuto all’andamento della stagione in campo (-1%). Per le zucchine prosegue il trend positivo in atto da inizio anno grazie ad un’ulteriore crescita dell’8%. Viceversa le insalate rimangono nel loro stato di crisi con l’ennesimo mese negativo (-13%). Bene infine le melanzane (+5%), i peperoni (+17%) e i fagiolini (+39%).
 
Guardando i canali di vendita, il calo degli acquisti coinvolge tutte le fonti di acquisto principali. Nello specifico i supermercati registrano i differenziali più importanti in termini assoluti con circa 10 mila tonnellate veicolate in meno (-6%). Percentuale negativa anche per discount (-6%), iper (-10%) e superette (-5%). Per i canali tradizionali la situazione non è migliore: -9% i mercati ambulanti/rionali, -6% i fruttivendoli.

Dall’analisi dell’Osservatorio emerge anche che la frutta e la verdura confezionate perdono quote di acquisto: il peso fisso (confezionato) passa da 93 a 88mila tonnellate nel luglio 2020 (-5% sul 2019) a fronte di un aumento di prezzo medio di acquisto del 3%. Sul fronte del bio, infine, si segnala un generale calo dei consumi: rispetto al luglio 2019 sono state acquistate circa 2.400 tonnellate in meno (-8%), nonostante la diminuzione del prezzo medio del 3% attestatosi a 2,08 euro/kg.

Questo il commento della responsabile dell’Osservatorio e direttore di Cso Italy, Elisa Macchi: “Abbiamo avuto un'estate caratterizzata da contenute produzioni. Albicocche, pesche e nettarine, susine hanno registrato cali molto importanti che hanno innescato un innalzamento del prezzo dovuto proprio alla minore offerta e se scendiamo nel dettaglio il calo generale del consumo è frutto di prodotti, ad esempio come nettarine o albicocche, che hanno subìto un innalzamento consistente del prezzo attorno al 30%. Siccome in questo momento ci troviamo a chiederci quali effetti la pandemia porterà sui consumi anche nel medio termine, si fa sempre più forte il timore che i disagi sociali che l’emergenza sanitaria ha purtroppo portato possano ora e in futuro riversarsi su una maggiore attenzione al prezzo nella scelta d’acquisto”.

Fonte: Ufficio stampa Cso Italy 


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