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giovedì 17 settembre 2020


Fuitimprese Emilia Romagna: anno-zero per frutticoltura

“La campagna della frutta estiva 2020, che si avvia a conclusione, ha confermato un crollo produttivo che si è tradotto nella mancanza di prodotti in Emilia Romagna del 70-80% delle produzioni di drupacee, quindi albicocche, susine, pesche e nettarine che sono sempre state il fulcro della nostra economia frutticola. Un disastro economico per noi frutticultori e le nostre  strutture. Sarebbe ridicolo parlare di prezzi, che ovviamente sono aumentati,  quando è mancato il 'moltiplicatore' che è la produzione. La frutticoltura emiliano-romagnola vede l’anno-zero, dopo le gelate primaverili sono arrivate vecchie e nuove fitopatie, mentre da giugno in poi  sono caduti pesantemente i consumi”. Questo il commento del presidente di Fruitimprese Emilia Romagna, Giancarlo Minguzzi, n.1 della omonima Op di Alfonsine (Ra).

“Apprezziamo gli annunci fatti dall’assessore regionale Alessio Mammi per il ristoro dei danni e la riattivazione del Tavolo tecnico  per la gestione dell’emergenza fitosanitaria già operante per la cimice asiatica.  Però servono interventi immediati e straordinari, di cui non vediamo traccia. Bisogna aiutare gli agricoltori e le strutture ad investire a costi contenuti e in questa direzione avevamo chiesto il taglio dei contributi sulla manodopera e lo slittamento delle rate dei mutui. Nulla di tutto ciò si è visto, anzi. Nel DL Rilancio la frutticoltura è tra le poche filiere escluse dall’esonero dei contributi previdenziali e assistenziali per il primo semestre 2020. Decisione immotivata e inaccettabile”
Continua Minguzzi: “ Uno tsunami economico-produttivo si sta abbattendo da alcuni anni sull’ortofrutta della regione: le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Secondo dati Cso Italy, negli ultimi 15 anni l’ortofrutta emiliano romagnola ha perso oltre 19 mila ettari, con una accelerazione drammatica negli ultimi anni. La peschicoltura da sola in 10 anni ha perso 15 mila ettari. Una perdita di valore inestimabile per il territorio, in termini di posti di lavoro e di redditività per le aziende, con riflessi pesanti su tutti i settori a monte  e a valle dell’impresa agricola”.
 
“Facciamo appello alla Giunta regionale, ai parlamentari della regione, ai vertici delle associazioni agricole perchè intervengano sul Governo nazionale: serve rimediare agli errori fatti e intervenire subito con misure di sostegno alle aziende frutticole, pena la sopravvivenza di un comparto che vale un quarto della ricchezza verde della regione. Sentiamo parlare in ogni sede di sostenibilità e Green Deal. Su questo fronte il nostro settore è da sempre in prima linea ed ha anticipato lo spirito del Green Deal e la strategia del Farm2Fork oggi annunciata dall’Unione europea.  Siamo campioni di sostenibilità che per noi si chiama ‘filiera corta’, riforniamo direttamente le catene della Gdo e i mercati generali. Ma dobbiamo tutti capire che non c’è sostenibilità ambientale senza redditività per le imprese, che sono il cuore del sistema”, conclude Minguzzi. 

Fonte: Fruitimprese Emilia Romagna


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