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giovedì 17 settembre 2020


Decreto Rilancio, sgravi previdenziali da estendere

“Gli sgravi previdenziali che il Ministero dell’agricoltura ha deliberato per i comparti produttivi in crisi devono necessariamente essere estesi anche alle cooperative, che risultano al momento escluse. Stiamo in queste ore interloquendo con la Ministra affinché le imprese cooperative vengano incluse tra i beneficiari del provvedimento”. Così il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri commenta la firma da parte della ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova del decreto interministeriale sull’esonero straordinario dei contributi previdenziali e assistenziali in agricoltura per il primo semestre 2020. 

“È assolutamente inaccettabile che in un provvedimento destinato alle filiere non siano state incluse le imprese cooperative di conferimento e trasformazione. Ricordiamo che le cooperative agricole sono un prolungamento dell’azienda agricola dei soci e per tale motivazione godono delle status giuridico di imprenditore agricolo poiché operano a pieno titolo nel settore. Se il Decreto ministeriale vuole dare sostegno alle filiere, è alquanto inspiegabile che sia stata disconosciuta la cooperazione, quale autentica filiera che va dalla fase agricola a quella della trasformazione e commercializzazione dei prodotti”.

“Avevamo già accolto con forte disappunto lo scorso luglio l’esclusione delle imprese della filiera ortofrutticola tra i beneficiari del decreto. È inaccettabile anche il criterio prescelto per l’individuazione dei beneficiari, che non è stato oggetto di adeguato approfondimento sui tavoli ministeriali”, spiega ancora il presidente Mercuri. “La classificazione delle attività economiche Ateco utilizzata dall’Istat è un parametro che si è rilevato infatti assolutamente non esaustivo per identificare la filiera. Non è stato inoltre considerato che l’esonero andava esteso a tutte le categorie di lavoratori dipendenti delle imprese delle filiere in crisi e che dunque era necessario includere anche impiegati, quadri e dirigenti. Ai fini della quantificazione dell’ammontare dell’intero provvedimento, non è stata infine valutata né la stagionalità dei lavori agricoli delle diverse filiere, né l’effettiva riduzione della manodopera durante il lockdown”.

Il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari ricorda anche come “durante i mesi dell’emergenza Covid, i dipendenti delle cooperative agroalimentari non sono stati messi in cassa integrazione, anzi è stata garantita loro una regolare retribuzione, senza pesare quindi sulla spesa sociale. Attendiamo pertanto da parte della Ministra – conclude Mercuri – un rapido provvedimento che recepisca le nostre istanze”. 

Sull'argomento è intervenuto anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, convito che sia fondamentale estendere la misura ad altri comparti esclusi dal provvedimento. “Abbiamo promosso - sottolinea il presidente di Confagricoltura  - un’azione specifica al Mipaaf, coinvolgendo direttamente la ministra Bellanova, proponendo alle forze politiche alcuni emendamenti al cosiddetto decreto agosto per allargare ai settori olivicolo, frutticolo ed orticolo, in particolare di IV gamma, i benefici del provvedimento”.

"Tutti i comparti che hanno subito danni economici, anche quelli toccati successivamente alla fase di maggiore criticità, devono poter usufruire di un beneficio essenziale per restituire sicurezza finanziaria alle imprese. Nell’interesse di un settore che ha dimostrato nell’emergenza quanto sia essenziale al Paese - conclude Giansanti - occorre apportare le necessarie modifiche di legge e trovare la copertura finanziaria indispensabile per far fronte alla richiesta del mondo produttivo”.

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Copagri, Franco Verrascina, che dichiara: “In attesa del via libera definitivo al testo, è fondamentale un rapido rilascio di chiare istruzioni operative necessarie all’accesso a questa importante misura, così da istruire e semplificare le pratiche e dare gambe agli sgravi. Per la tenuta e la stabilità dell’intero primario nazionale, appare però prioritario allargare la platea dei beneficiari di tali importanti sgravi ai tanti altri comparti che stanno pagando a caro prezzo le ripercussioni legate alla pandemia del Covid-19; pesa in tal senso l’assenza nel decreto interministeriale di numerosi comparti, il cui apporto è fondamentale per l’agroalimentare nazionale e per il Pil del Paese. Ci riferiamo in particolare a tutte le colture orticole (codice Ateco 01.13 e relativi subcodici), ma anche alle frutticole (codice Ateco 01.25) e all’olivicoltura (codice Ateco 01.26)”.

“Tali colture, nonostante rivestano una notevole importanza, con notevoli ricadute occupazionali e produttive, risultano al momento escluse dalla platea dei beneficiari degli sgravi contributivi, riservati per il momento alle imprese appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, dell'allevamento, dell'ippicoltura, della pesca e dell'acquacoltura - conclude il presidente della Copagri - Auspichiamo in un intervento riparatore del legislatore, che possa trovare spazio nei prossimi provvedimenti in agenda, a partire dal cosiddetto Dl Agosto".

Fonte: Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - Confagricoltura - Copagri 


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