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martedì 22 settembre 2020


Uva da tavola, alla ricerca della cultivar più innovativa

“L’uva da tavola? È un settore estremamente ricettivo, per questo abbiamo deciso di ampliare la scelta delle nostre cultivar, aggiungendo quelle più innovative che ci permettono di mantenere un’alta qualità e bassi costi di produzione”.
A dirlo a Italiafruit News è Giovanni Ranaldo, presidente della Op Jonica Bio che produce e commercializza ortofrutta interamente biologica in 700 ettari di terreno dislocati tra Basilicata e Puglia.



E continua: “Tutte le nostre superfici dedicate all’uva da tavola sono coperte sotto tunnel per tutto il ciclo produttivo fino alla raccolta: se anni fa il tunnel veniva utilizzato solo per produzioni anticipate o posticipate, oggi è diffuso in tutta la viticoltura di qualità. Il 90% dei nostri terreni sono dedicati alla produzione di uve seedless bianche e rosse, un prodotto in continua crescita. Una nuova varietà seedless su cui abbiamo costituito l’ampliamento delle cultivar è l’ Autumn Pearl, brevettata dal Volcani Center israeliano e distribuita in Europa da Grape Evolution. Si tratta di un’uva dal colore rosso ciliegia, un sapore fruttato con aroma leggero ed una struttura croccante con acini di grandi dimensioni”.


Uva della varietà Autumn Pearl

Ranaldo giustifica con queste parole l’adozione di nuove cultivar: “Stiamo mettendo a coltivazione varietà che ci permetteranno di ampliare le uve bianche medio tardive e il panorama di uve rosse su cui negli ultimi anni c’è grande attenzione. Le cultivar che consideriamo tradizionali, come Crimson, Sugar One e Regal, hanno dei costi di produzione elevati e costanti nel tempo, mentre le nuove varietà permettono maggiore marginalità. Nell’ambito di ampliamento del panorama delle varietà, siamo diventati anche sublicenziatari delle uve Arra, che rappresentano parte importante delle varietà diffuse commercialmente”.


Il magazzino di lavorazione della Op

La Op si dice soddisfatta della campagna 2020 dell’uva da tavola, caratterizzata da un grado Brix più che soddisfacente e frutti molto apprezzati dai consumatori. “I prezzi sono buoni e la stagione è in linea con le nostre aspettative”.

Dopo la raccolta curata dalle singole aziende agricole - una quarantina quelle aderenti alla Op - l’uva viene trasportata nello stabilimento di lavorazione situato in Basilicata, dove viene confezionata e spedita. I prodotti di Jonica Bio sono commercializzati sia sulla Gdo a livello nazionale che in Germania e nei Paesi Scandinavi. Inoltre l’Op serve molta clientela dei negozi tedeschi specializzati in prodotti biologici.



“Per quanto riguarda la Gdo, dobbiamo accontentare le loro richieste e non abbiamo molte possibilità di dialogo relativamente ai materiali di confezionamento – sottolinea il presidente – la maggior parte dell’uva viene distribuita in cestini da 400-500 grammi. C’è da dire che il lockdown ha profondamente cambiato le aspettative dei consumatori, che oggi vogliono confezioni sigillate, a scapito di confezioni compostabili: aspetto su cui in futuro sarà necessaria un'ampia riflessione. Molto diverso il rapporto con i negozi specializzati, dove c’è maggiore predisposizione per imballaggi green come i cartoncini 30x40 cm o le carry bag di cartone”. 

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