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Fichi d'India martedì 27 ottobre 2020


Fichi d'india, tra sostenibilità e commercio con gli Usa

Hanno ripreso la vecchia azienda di famiglia, l’hanno ammodernata con tecniche sostenibili e oggi commercializzano fichi d’India fino a New York. I protagonisti di questa avventura si chiamano Giovanni Bonanno e Licia Armato Barone (in foto sotto) e sono a capo dell’azienda Baronessa del Belice, situata a Sambuca di Sicilia (Agrigento) e interamente dedicata alla produzione dei fichi d’India.



“La vecchia azienda nasce nel 1996 per volere del padre di Licia ma si ferma pochi anni dopo – spiega a Italiafruit News Giovanni Bonanno – dopo la laurea di Licia nel 2016 abbiamo deciso di riprendere l’attività e oggi coltiviamo fichi d’India su 15 ettari. Abbiamo le varietà giallo-arancio, bianca e rossa e nei prossimi anni entreranno in produzione altri 2 ettari di terreno: abbiamo fatto questa scelta per aumentare i quantitativi e diventare più competitivi sul mercato”.

La produzione annua media di fichi d’India si aggira sui 700 quintali e il prodotto viene distribuito nei principali mercati all’ingrosso di Sicilia, Nord Italia e anche America.
“Grazie al contatto con lo zio di Licia, Filippo Armato Barone, siamo riusciti a collocare i nostri frutti anche sui mercati di New York – aggiunge il produttore – da anni è emigrato negli States, dove oggi è proprietario di una grande attività commerciale di ortofrutta. Per ora abbiamo esportato poco più di una tonnellata di prodotto ma per fine mese la richiesta è di altre 4 tonnellate e in futuro speriamo di crescere”.
E continua: “I nostri sono frutti di qualità, molto apprezzati sia in Italia che in America perché li raccogliamo al giusto grado di maturazione e ne guadagnano in sapore. Anche in Italia la campagna sta andando bene, con prezzi intorno ai 2,30 euro per il fiorone mentre le categorie medie e piccole rispettivamente a 1,50 euro e 1euro”.

Da poco Baronessa del Belice ha aperto sul proprio sito anche uno spazio e-commerce. Una scelta fatta “per scongiurare la paura di un futuro lockdown e che ora sta andando abbastanza bene anche grazie alla pubblicità” sottolinea Bonanno.



Un’attenzione particolare in azienda è dedicata all’attenzione per l’ambiente e alle tecniche green. “Con gli scarti di lavorazione (in foto sopra) siamo riusciti ad ottenere un concime naturale – specifica il manager – una tecnica per cui siamo stati premiati anche con l’Oscar Green dalla Coldiretti. Il processo è molto semplice: le pale tagliate in potatura vengono messe a dimora nei filari, dove vengono prima essiccate e poi fresate. Si va così a creare una sorta di telo pacciamante naturale che mantiene umido al terreno e, allo stesso tempo, evita la crescita delle piante infestanti. Un ciclo dalla durata di un anno, finché non arrivano le nuove potature: in questo modo riduciamo gli scarti favorendo il processo di crescita delle nostre piante”.

Il processo di confezionamento è interno all’azienda: “Abbiamo una vecchia macchina acquistata nel 1996 che stiamo ancora usando ma in futuro investiremo sicuramente su nuove calibratrici e sul processo di trasformazione – conclude il giovane imprenditore – nel giro di due anni, a partire dai nostri fichi d’India vorremmo produrre confetture e succhi di frutta”.

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