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lunedì 2 novembre 2020


L'ortofrutta plaude alla riforma del servizio fitosanitario

Semaforo verde alla riforma del servizio fitosanitario nazionale. E il settore ortofrutticolo plaude a un cambio di passo necessario per tutelare l'agricoltura e più in generale il Made in Italy. Gli schemi di decreto legislativo collegati ai settori sementi, dei fruttiferi e delle ortive, hanno ottenuto l’approvazione nella seduta del Consiglio dei Ministri di venerdì. 

Le modifiche, sottolinea una nota Mipaaf, intervengono profondamente sulle modalità di intervento sulle criticità fitosanitarie mediante l’elaborazione di specifici Piani di emergenza, il rafforzamento dei controlli alle importazioni e alle produzioni interne, l’individuazione di una rete laboratoristica nazionale per la diagnosi, la modifica della struttura del passaporto delle piante, ma, soprattutto, attraverso una maggiore responsabilità a carico degli operatori professionali in un’ottica di tracciabilità totale.



La riforma, nel dettaglio, ridefinisce competenze e responsabilità del Servizio Fitosanitario Centrale (Sfc) e dei Servizi fitosanitari regionali (Sfr). A ciò si aggiunge l’adozione di un Piano di emergenza nazionale, in cui definire le linee di azione, le strutture coinvolte, le responsabilità, le procedure, nonché le risorse finanziarie da mettere a disposizione in caso di ritrovamento di focolai di organismi nocivi; l’adeguamento dei posti di controllo frontalieri anche sotto il profilo delle dotazioni strumentali e di personale; la definizione di un “Piano di controllo nazionale pluriennale” in ambito fitosanitario; la designazione dei Laboratori nazionali di riferimento e dei laboratori ufficiali, con le necessarie strutture e risorse per eseguire gli obblighi previsti nel rispetto degli standard più elevati; l’identificazione delle stazioni di quarantena o di confinamento; la realizzazione di un sistema informatico, da collegare e rendere compatibile con quello in essere a livello europeo, per la raccolta e la registrazione di tutti i dati e le informazioni nonché la ridefinizione del sistema sanzionatorio.

“Il passaggio di venerdì rappresenta un importante tassello di un percorso condiviso a livello nazionale e che proseguirà poi con le opportune azioni operative”, ha dichiarato la ministra Teresa Bellanova. “Entriamo nella fase di finalizzazione di un processo iniziato diversi anni or sono con la definizione dei nuovi regolamenti europei, finalizzati a contrastare il rischio crescente di introduzione nel territorio dell'Unione europea di organismi nocivi che possono seriamente minacciare i nostri sistemi produttivi agricoli con ripercussioni negative sulla qualità e i prezzi delle nostre derrate alimentari”, ha detto la Ministra. “La devastazione che ha portato un batterio come la xylella o un insetto come la cimice asiatica o il tarlo asiatico del fusto presente nei nostri boschi è sotto gli occhi di tutti.”

“I cambiamenti climatici e la globalizzazione degli scambi commerciali impongono un approccio più armonizzato e proattivo per garantire lo stesso livello di protezione fitosanitaria in tutta l’Ue e condizioni di parità per i numerosi operatori e produttori commerciali dell’Unione - il commento del sottosegretario alle Politiche Agricole con delega ai servizi fitosanitari, Giuseppe L’AbbateLe realtà regionali del Servizio fitosanitario sono oggi estremamente diversificate sia per strutture che per allocazione delle risorse umane e tecniche; a fronte di questo scenario, oggi diamo concretezza a un riordino ed una riorganizzazione che fa sì che si rendano celeri, efficienti ed efficaci gli interventi e le misure da attuare per fronteggiare le oltre venti emergenze fitosanitarie attualmente presenti sul territorio nazionale, tra le più note Xylella fastidiosa e Cimice asiatica".



"C’è una maggiore responsabilizzazione degli operatori professionali nelle gestione delle emergenze", sottolinea Unaproa. "Questi hanno l’obbligo di dare immediata comunicazione al Servizio fitosanitario regionale competente per territorio della presenza effettiva o sospetta di organismi nocivi da quarantena".

A detta del presidente dell'Unione Felice Poli "è stato fatto un grande passo avanti con questa riforma, tra maggiori controlli, regia nazionale del servizio fitosanitario, informatizzazione del sistema che rende sicuramente più efficace e tempestiva la gestione delle emergenze fitosanitarie. Adesso più che mai è necessaria l'attivazione a livello interministeriale di un tavolo permanente come da noi chiesto recentemente alla ministra Bellanova nel nostro decalogo del rilancio dell'ortofrutta".

Per Davide Vernocchi, coordinatore per il settore ortofrutticolo dell'Alleanza Cooperative italiane, si tratta di una "riforma quanto mai necessaria alla luce dei danni enormi che gli insetti alieni stanno causando alle nostre colture: serve un approccio organico per intervenire in modo tempestivo su problemi sempre più sentiti, creando task force dedicate". "Tanto più - aggiunge - che le merci arrivano in Italia da 30-40 diversi punti d'accesso, per cui un'organizzazione ramificata, pur senza lasciare la gestione in mano alle singole Regioni, è quanto mai necessaria". 



Sulla stessa lunghezza d'onda Italia Ortofrutta: "La riorganizzazione dei servizi fitosanitari è un risultato importante per tutto il settore agricolo ed in particolare per l’ortofrutta le cui produzioni sono sempre più spesso oggetto di attacchi di nuove insetti e parassiti", afferma il direttore Vincenzo Falconi. "Va dato atto al Ministero del grande lavoro svolto e del risultato ottenuto. Un plauso particolare alle Direzioni e agli Uffici che finora hanno portato avanti questo delicato lavoro in situazioni difficili, anche con carenza di organico. L’ortofrutta italiana ha bisogno di un sistema fitosanitario migliorato nelle sue performance e nelle modalità di azione e di contrasto e potenziato nei controlli alle importazioni".

Negli ultimi anni molti settori produttivi sono stati messi in crisi da fattori esogeni e da  emergenze fitosanitarie; si è arrivati a vere e proprie emergenze economiche che hanno coinvolto interi territori di produzione. "Un Servizio Fitosanitario nazionale rinnovato è sicuramente un alleato delle nostre imprese e Op nella grande sfida del mercato e fa parte di quelle azioni di sistema di cui la produzione ha bisogno - sottolinea Falconi - Azioni che non possono trovare risposte solo nella professionalità e del lavoro delle imprese e delle organizzazioni".

Italia Ortofrutta apprezza anche "l’approccio proattivo che prevede l’elaborazione di piani specifici che ci dovranno consentire di intervenire per contenere e circoscrivere eventuali ulteriori emergenze. Il sistema delle Op farà la sua parte e, come già avvenuto per Bactrocera dorsalis, è pronto a collaborare con i servizi centrali e periferici per rendere questa rete di protezione e di intervento ancora più capillare, efficiente e veloce".

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