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lunedì 23 novembre 2020


Uva da tavola, tirano (ancora) le varietà tradizionali

Più uve da tavola tradizionali e meno seedless. La domanda dei Paesi esteri dell’Europa di queste ultime settimane parla chiaro: le varietà Italia e Red Globe vengono ancora richieste in maniera discreta, mentre si registra un inatteso allontanamento di molti clienti verso alcune varietà di seedless.  

“Siamo molto sorpresi: di questi tempi, solitamente, il mercato europeo andava alla ricerca delle uve senza semi a bacca sia bianca che rosata. Non ci aspettavamo certo che le produzioni tradizionali Italia e Red Globe potessero finire per essere le più richieste. I loro prezzi si sono quindi alzati nel corso delle ultime settimane”, conferma a Italiafruit News Mattia D’Aprile, socio della Società ortofrutticola polignanese (Sop), azienda pugliese che esporta le sue produzioni in tutta Europa.

“Per quanto riguarda la varietà Italia, tutti i mercati europei, ad eccezionale di quello interno, del Belgio e della Francia, preferiscono merce di color chiaro uniforme. Il giallo viene giudicato come un colore pericoloso, contrariamento a quanto avviene nel nostro Paese. E’ dunque probabile che quando si esauriranno le produzioni dell’Italia più chiare, alcuni clienti dell’Europa non verranno più a comprare nel nostro Paese”. 


La sede della Sop a Polignano a Mare (Bari)

Le difficoltà commerciali, per ora, riguardano più che altro le seedless. “In generale, le uve Regal, Sugar Crisp, Celebration e Crimson sono state meno richieste rispetto all’autunno delle annate più recenti, e continuano così a spuntare prezzi bassi - precisa D’Aprile - Le varietà che soffrono di più sono due: Crimson e Regal. La prima è maturata in ritardo e anche male, quindi la bacca non presenta il colore giusto per potersi definire rosata. C’è poi ancora tantissima Crimson sulle piante che si deve raccogliere: se il mercato continuerà così, credo che molti frutti dovranno essere destinati alla vinificazione”. 

“Per Regal, il problema principale è la troppa merce sul mercato. A fine novembre, solitamente, la commercializzazione di questa cultivar era già terminata. La sua produzione quest’anno ha quindi superato le richieste, malgrado gli alti scarti di lavorazione che essa impone”.

La Sop, ora, prevede di terminare la campagna dell’uva da tavola entro metà dicembre. “Abbiamo davanti ancora 2-3 settimane di commercializzazione, anche se non nego che con la testa siamo già proiettati all’anno prossimo. Preferiamo guardare avanti e pensare al futuro. Anche perché i risultati di questa stagione stati purtroppo condizionati in negativo dal vasto focolaio Covid-19, che ci ha fatto perdere un mese pieno di lavoro tra settembre ed ottobre”.

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