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giovedì 3 dicembre 2020


Patata di Bologna Dop, consumi in crescita del 33%

E’ un’ottima stagione per la Patata di Bologna Dop che da un lato può contare su una crescita a doppia cifra sul mercato e, allo stesso tempo, è pronta a comunicare i valori della sua eccellenza con la nuova campagna di comunicazione triennale QualiPat.


Ma andiamo per ordine. Di quanto è cresciuto il prodotto? “Fino ad ottobre 2020 la patata di Bologna Dop ha registrato un incremento di vendita del 33%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - ha spiegato il presidente del consorzio Davide Martelli durante la diretta facebook di ieri mattina - Un dato che, stando alle fonti Nielsen, si inserisce nel contesto di una crescita generale del ‘prodotto patata’ nella distribuzione moderna, anche se con volumi inferiori: +6,3%”. 
Relativamente ai canali di vendita non ci sono dubbi: “Il più interessato è stata la Grande distribuzione - ha specificato il presidente - dove si è registrato il 95% degli acquisti. Il prodotto si ritrova spesso in confezioni in co-branding dove è molto evidente la dicitura ‘Patata di Bologna’, con il logo del consorzio e il bollino Dop comunitario a garanzia del prodotto”.


Da sinistra Davide Martelli (presidente consorzio), Maurizio Magni (ufficio stampa)
e Andrea Galli (coordinatore consorzio) durante la conferenza

E ha aggiunto: “Il lockdown ha cambiato il canale di consumo delle patate passando dal fuori casa (Horeca) al consumo domestico, ma l’apprezzamento della Patata di Bologna Dop è un percorso che arriva da lontano, prima dell’attuale ‘particolare’ situazione. Le patate sono considerate un alimento a lunga conservazione e quindi da utilizzare nel medio periodo al bisogno. Come ricordano i nutrizionisti, una o due porzioni di patate a settimana dovrebbero sempre essere presenti nella dieta. Mediamente un italiano consuma circa 35 kg di patate procapite”.

Tra i valori propri della patata di Bologna Dop, come ha ricordato il presidente, ci sono l’identificazione di un territorio che da solo fa brand ed un ottimo sistema di tracciabilità tramite QR code riportato sulle confezioni. Ma come è garantita la qualità? “Nelle nostre confezioni, il consumatore trova sempre la stessa varietà di patata Primura, versatile, con note delicate e decise allo stesso tempo, ideale per piatti salati ma anche dolci – ha continuato Martelli – una volta provate, i consumatori tendono a ricomprarle”. E conclude: “Un altro elemento che ci sta ripagando in termini di fedeltà è il nostro disciplinare: oltre a garantire qualità, ci permette di fare una operazione di sostenibilità per il territorio attraverso tecniche di produzione integrata”. 

“Ora con Qualipat – ha concluso - vogliamo far conoscere ai consumatori i valori propri dei nostri produttori e le peculiarità racchiuse nelle nostre patate: la nostra è la prima patata Dop riconosciuta a libello nazionale e, per quanto rimanga un prodotto di nicchia, sta acquistando notorietà anche grazie alle iniziative di promozione”.



A spiegare nei dettagli il progetto QualiPat, è stato il coordinatore del consorzio di tutela patata di Bologna Dop Andrea Galli: “Si tratta di una campagna di comunicazione triennale, finanziata con il contributo dell’Unione europea per un importo di circa un milione di euro distribuito su tre anni. E’ previsto l’utilizzo di diversi canali (Tv, radio, social, web), con l’obiettivo di parlare a diversi target, inclusi i più giovani”. E ha aggiunto: “Il claim scelto dal consorzio di tutela della patata di Bologna Dop per inaugurare la campagna è ‘Molto più che buona’ con riferimento alla qualità e alle peculiarità del prodotto e del territorio in cui è coltivato, oltre a sottolineare la garanzia dei prodotti a marchio Dop”. Per l’anno 2020 il progetto prevede una campagna Tv di 3 settimane, su emittenti del gruppo Cairo Editore, in partenza il prossimo 13 dicembre”.

La qualità si riflette sul mercato

Le produzioni a denominazione di origine sono certificate e garantite dal consorzio anche attraverso un organismo di controllo aggiuntivo che, rispetto ai prodotti a norma di legge, aggiunge un controllo in più di rispetto del disciplinare di produzione imposto dal consorzio. Sono le peculiarità del prodotto a collocare la Patata di Bologna Dop tra i prodotti top di gamma, con un prezzo medio di vendita che oscilla da 1,30 a 1,70 euro al chilogrammo. “Il consorzio non ha il controllo dei prezzi alla vendita - specifica Galli - essendo appannaggio esclusivo del rivenditore finale. Per quanto riguarda il prezzo percepito dai produttori, l’anno scorso è stata pagata una cifra media di 30 centesimi. Per quest’anno, visto che il 95% del prodotto Dop è in conto deposito nell’ambito del contratto quadro, il prezzo non è ancora stato definito: si prevede un prezzo leggermente inferiore, probabilmente di 28 centesimi al chilo”. 



La Patata di Bologna Dop in numeri

La stagione 2019/2020 ha toccato quota 11.229 tonnellate, con una crescita in percentuale del +19,8%. Dieci anni fa la produzione certificata non era neanche la metà (4.936 tonnellate) e in una decade la crescita è stata del +127,5%. 
Analizzando i dati delle superfici certificate, complessivamente sono stati 357 gli ettari seminati nell’annata 2019-2020, con la previsione per la stagione 2020/2021 di 419 ettari messi a regime. Anche in questo caso, mettendo a confronto i numeri nel periodo degli ultimi dieci anni emerge una crescita delle superfici pari al +36,3%.
Costituito nel 2002, il consorzio della patata di Bologna Dop ha ottenuto l’incarico di Tutela nel 2016: oggi raggruppa 90 aziende per una produzione certificata di oltre 14mila tonnellate. Complessivamente sono 420 gli ettari seminati, con una previsione di crescita vicina ai 500 ettari per la prossima campagna.

Alla diretta sono intervenute anche la nutrizionista Sara Olivieri di InizioLunedì e la food blogger Sonia Paladini per analizzare la patata di Bologna Dop dal punto di vista nutrizionale (un prodotto ricco di vitamina C, potassio e fibre) e per suggerire gustose ricette.

Ecco il nuovo spot della Patata di Bologna Dop:


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