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mercoledì 9 dicembre 2020


Frutta, più shelf-life con la termoterapia di Cedax

Nel post raccolta, per incrementare la shelf-life di un frutto, c'è una strategia green che riduce le malattie fungine e, per le pomacee, ha l'importante funzione di minimizzare il riscaldo superficiale. Stiamo parlando della termoterapia, cioè dell'applicazione del calore tramite un vettore, ad esempio acqua calda, ai prodotti vegetali per eliminare i patogeni prima della conservazione in cella o della commercializzazione.

Xeda International, attraverso la società Cedax, da oltre 15 anni lavora su questo fronte e ha sviluppato tecnologie e messo a punto protocolli dedicati a pomacee, drupacee e agrumi; oltre a prodotti naturali che migliorano l'effetto del trattamento termoterapico. La termoterapia, infatti, può essere combinata con l’applicazione di altri principi attivi - di origine naturale o sintetica - per ottimizzare l’azione di contenimento dei patogeni e allungare così la vita dei frutti, minimizzando gli scarti e incrementando il valore della produzione ortofrutticola.



"Trattare la frutta con acqua calda, a certe temperature e determinati tempi di contatto, consente di avere performance interessanti sul contenimento del riscaldo e delle malattie fungine - spiega a Italiafruit News Andrea Bosi, country manager di Xeda Italia - Per esempio nel controllare Gleosporium, Phytophthora, Botrytis e Monilia. In questi anni abbiamo installato le tecnologie Cedax in diverse linee di lavorazione, in Italia e nel mondo. Tecnologie che abbinano l'impiego dell'acqua calda all'utilizzo di prodotti naturali come Bioxeda, fungicida naturale a base di chiodo di garofano. E le performance dei fungicidi, che siano naturali o di sintesi chimica, beneficiano dell'incremento della temperatura visto che aumenta l'efficacia e di conseguenza la dose di impiego si riduce. Offriamo alle aziende ortofrutticole un sistema sostenibile, totalmente green, che impiega acqua e prodotti naturali, una soluzione da zero residui. La termoterapia è una tecnologia ad hoc per il biologico, ma è molto importante anche per il convenzionale, soprattutto per quelle imprese che vogliono fare della sostenibilità la loro missione".



La temperatura dell'acqua e il tempo di contatto, come detto, variano a seconda della specie che si deve trattare, ad esempio per le mele si usa acqua a 50-52°C per circa un minuto e mezzo; ma il funzionamento dei macchinari è sempre lo stesso. "Per esempio con HydroHeat 3 le casse pallettizzate o i bins impilati vengono posti nella cabina e dopo l’abbassamento del telone, che funge da porta, ed il gonfiamento con aria delle pareti laterali che faranno aderire le parti espandibili contro i due lati delle pile, i frutti contenuti vengono uniformemente riscaldati dal rapido passaggio di acqua calda pompata dalle pompe di riciclo - illustra il manager - Le pile possono raggiungere l’altezza di 3 bins o 7 casse e il sistema permette di eseguire 8,5 cicli/h per una portata indicativa di 25T/h. L’acqua piove dall’alto attraverso un adatto sistema di distribuzione e viene raccolta in basso in una vasca dove viene riscaldata tramite appositi scambiatori. Le pompe di riciclo aspirano l’acqua così riscaldata e la rinviano alla cabina per cicli successivi. Un sistema di controllo provvede a variare, come desiderato, il tempo di mantenimento dei frutti sotto corrente di acqua ed alla determinazione del ciclo di lavoro".



HydroHeat 3 più caricatore e scaricatore - che permette di eseguire 10/12 cicli/h per una portata indicativa di 30-35T/h - può essere installata anche su una linea con un nastro trasportatore, in modo che i bins impilati possano venire trasferiti automaticamente all’interno della cabina di trattamento e durante l'applicazione dell'acqua calda possono essere caricate pile nuove nella stazione d’ingresso ed evacuate le pile trattate nella stazione di uscita.



Cedax ha in catalogo anche la vasca per la termoterapia. Qui il cassone con i frutti da trattare viene caricato sull’ascensore e dando l’impulso di avvio viene dapprima stretto da un cappello superiore e successivamente si procede con la discesa all’interno della vasca contenente l’acqua calda. "I frutti contenuti nel cassone vengono così esposti alla temperatura dell’acqua - evidenzia Bosi - Ad ogni impulso prestabilito, avvengono delle salita/discese in modo da muovere i frutti e diminuire i punti di contatto che non sarebbero esposti alla temperatura. Al termine del tempo di trattamento impostato, il cassone si riporterà in posizione iniziale in modo da poter essere sostituito. Un termostato provvede all'avvio ed all'arresto del bruciatore in maniera da mantenere la temperatura dell'acqua calda costantemente al valore desiderato. Infine agitatori posti all’interno della vasca permettono un’omogeneità della temperatura".



Con queste soluzioni Cedax si rivolge sia ad aziende medio piccole che alle grandi centrali ortofrutticole. "Le nostre tecnologie prevedono sia l'immersione di bins a lavorazione verticale che il trattamento di casse e frutti sfusi - puntualizza il country manager dell'impresa - Consentendo così di trattare volumi che vanno dai 60 quintali all'ora fino ai 350 quintali . Per le pomacee la termoterapia è importante per aumentare la conservabilità durante lo stoccaggio; mentre per agrumi e drupacee, dove lo stivaggio in cella è limitato, si fa il trattamento prima dell'imballo, è quindi un'operazione in linea: i frutti sfusi circolano, vengono trattati con acqua calda, poi c'è l'asciugatura, l'imballaggio e l'etichettatura. La termoterapia sterilizza il frutto e ha anche un effetto di sanificazione non indifferente. Gli stessi macchinari hanno anche la funzione di ridurre il riscaldo superficiale delle pere e delle mele, in sostituzione delle sostanze tradizionali come la difenilammina e l’etossichina, che sono state recentemente proibite dall’Unione Europea. Abbiamo creato protocolli ad hoc per il trattamento di ogni singola varietà - conclude Andrea Bosi - e con gli scarti evitati negli anni ci si ripaga la tecnologia".

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