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venerdì 8 gennaio 2021


Quando la vendita non è mai un problema

Una piccola realtà frutticola con idee chiare e ben salde: l’azienda toscana Pacini, costituita nel 1966 da Camillo Pacini, padre di Giovanni, Gianfranco e Maria Chiara, attuali titolari della società, va avanti con principi del tutto allineati a quelli che il fondatore aveva dato fin dai primi anni d’attività. 

“Da sempre il nostro obiettivo è raggiungere la massima qualità possibile mettendoci la faccia, lavorando e vendendo solo i frutti provenienti dai nostri terreni. Questa è la più importante delle linee guida di mio padre che noi figli stiamo portando avanti. Ecco perché continuiamo a prestare una fortissima attenzione alle pratiche agronomiche del diradamento, della potatura e della gestione del terreno”, racconta a Italiafruit News Giovanni Pacini.

Una strategia di successo in tempi di Covid per un’azienda che vanta anche diverse collaborazioni con importanti gruppi distributivi. “Per noi la vendita è l’ultimo dei problemi - prosegue Pacini - Non ci interessa competere con le grandi aziende dell’ortofrutta: siamo piccoli, abbiamo solo 12 ettari, la metà dei quali destinati a kiwi a polpa verde bio, e cerchiamo quindi di garantire quantità limitate a tanti clienti per poter lavorare un po’ con tutti”. 



I kiwi biologici dell’azienda Pacini sono venduti da alcune catene della Gdo e nei Mercati all’ingrosso della Toscana come Firenze, Livorno, Lucca, Lido di Camaiore, oltre a quelli di Genova, Torino e Milano. 

“In questa campagna 2020/21 del kiwi gestiremo circa 800 quintali, un volume piuttosto scarso dovuto alle condizioni climatiche poco fredde dello scorso inverno. L’intera produzione si fregia del marchio aziendale Pacini. Mio padre già 30 anni fa, quando i brand dell’ortofrutta quasi non esistevano, aveva capito l’importanza di rendere riconoscibile la nostra qualità con un marchio. Il brand è come un boomerang: se lavori bene, ti premia nel tempo”.

Altri frutti coltivati sono la susina regina Claudia verde (con un grado brix simile all’uva da vino), le albicocche e le ciliegie. Forte è la propensione all’innovazione dell’azienda, in particolare per quanto riguarda la specie dell’albicocco: “La storica collaborazione con l’Università di Pisa ci permette di testare nuove varietà di alto potenziale. A una di queste gli abbiamo dato il nome di mia madre, Maria Pia - conclude Giovanni Pacini - Si tratta di nuova albicocca non troppo grossa, meravigliosa in termini di colore (molto rosso) e profumo, e che può rimanere sull’albero anche oltre la sua maturazione”. 


Confezione regalo di kiwi pensata per le festività natalizie

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