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giovedì 14 gennaio 2021


IV gamma, i numeri dell'annus horribilis

L'"annus horribilis" della IV gamma va in archivio con un calo in valore del 7% rispetto al 2019, dopo un dicembre che ha ulteriormente appesantito il bilancio: lo dicono i dati Nielsen aggiornati al giorno 27 dell'ultimo mese del 2020 analizzati per Italiafruit News dal presidente di Uif-IV gamma Andrea Montagna. "Le limitazioni imposte per contrastare il coronavirus ma anche il martellamento di notizie negative - spiega - continuano a influenzare i comportamenti dei consumatori e impattano sul settore: gli italiani escono meno, riducono gli atti d'acquisto e ciò incide sulle scelte legate ai freschissimi, per i quali si preferiscono prodotti dalla shelf life più elevata, come ad esempio zucchine e patate, rispetto alle insalate".



L'aggregato IV gamma a dicembre ha perso il 2,6% rispetto allo stesso mese 2019, chiudendo l'anno, appunto, a -7%; le insalate in busta che valgono l'80%, del totale, hanno lasciato sul terreno il 3,5% mese su mese (a novembre erano calate dell'1,6%), perdendo, da gennaio il 6,6%. Il comparto ciotole perde il 27% a dicembre e il 28,8% annuale, le crudité (fondamentalmente le carote) arretrano rispettivamente del 7,8% e del 17,3%. Unico segmento in controtendenza quello delle verdure da cuocere: alla comodità di avere spinaci già puliti e pronti per essere messi in pentola gli italiani non rinunciano, e si registra un progresso sia a dicembre (+10%) sia nei dodici mesi (+7%). 

Nei "mondi adiacenti" alla IV gamma, ("prodotti che spesso trovano posto sullo stesso lineare", spiega Montagna) le insalate di cereali raddrizzano parzialmente la situazione l'ultimo mese dell'anno (+1,3%) ma chiudono a -22%, recuperando comunque posizioni dopo il -40-50% della prima ondata di pandemia. Bene invece i burger vegetali, per i quali il grosso del business è legato al libero servizio; nell'ultimo trimestre hanno mostrato dinamismo, performando con un +24% dicembrino che ha portato il totale anno a +3%. Le zuppe infine fanno segnare -5,6% e -4,3%. 


Andrea Montagna

Il discount, che vale il 17% circa del totale vendite, è andato meglio degli altri player della distribuzione moderna: a novembre perdeva l'1,2% rispetto ai primi 11 mesi 2019. "Beneficia del progresso del canale e dell'aumento di offerta di IV gamma da parte di alcune insegne", sottolinea Montagna. A livello territoriale, l'area Nielsen 1 si conferma predominante per il settore con il  40% delle vendite ("E qui ci sono molti ipermercati che valgono un quarto del mercato e che nel 2020 hanno risentito molto della crisi"): l'area 2 "esprime" il 20% delle vendite, la 3 il 25% mentre l'area 4, che incide per il 15%, ha leggermente aumentato il peso specifico.

Difficile capire cosa succederà nei prossimi mesi: "C'è, evidentemente, un problema esogeno, nel senso che fino a quando le persone resteranno chiuse in casa senza andare a lavoro o a scuola e faranno la spesa il meno possibile, sarà difficile recuperare", annota Montagna. "In ogni caso, è fondamentale guardare avanti, prepararsi a lavorare sui Pdv con progetti di category, rendendo chiara la proposta a scaffale, proponendo un'offerta ricca e non piatta, elaborando promozioni lungimiranti che non puntino soltanto sul fattore prezzo".

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