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giovedì 14 gennaio 2021


Legge sul bio in arrivo: brand e Tavolo tecnico

La commissione agricoltura del Senato ha approvato ieri mattina la proposta di legge sul biologico. Tra le novità normative, l'introduzione di un marchio così da distinguere i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia; un modo per garantire la trasparenza sull'origine e la filiera dei prodotti e per rendere maggiormente consapevoli i consumatori. Viene istituito, inoltre, un Tavolo tecnico presso il ministero delle Politiche Agricole che coinvolgerà esperti, ricercatori e rappresentanti del settore della produzione biologica al fine di individuare le criticità del settore e offrire le relative soluzioni. Viene rafforzata, poi, la filiera biologica attraverso la promozione dell'aggregazione tra produttori.

Ora il testo approda nell'Aula di Palazzo Madama per il voto conclusivo del Senato per poi ritornare alla Camera per la definitiva approvazione 

"Siamo i primi al mondo a riconoscere per legge i bio-distretti dando così il giusto valore agli attori che operano nei tanti distretti biologici italiani e permetteremo lo sviluppo e la crescita di questi virtuosi sistemi produttivi locali", il commento a caldo del sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L'Abbate, che ha seguito l'iter in Senato per il Mipaaf.



"Grazie a questa legge rispondiamo ad esigenze di un settore, quello agricolo, che da anni attende aggiornamenti normativi e migliorie per la tutela del comparto biologico. Un comparto su cui il Governo crede fortemente, in linea con gli obiettivi della strategia Farm to Fork come dimostra la recente emanazione del bando per la ricerca sul biologico, con uno stanziamento di 4,2 milioni di euro, nonché i 5 milioni di euro a regime a partire dal 2021 già previsti nella legge di bilancio 2020 per la promozione di filiere e distretti".

"Finalmente si è sbloccato l’iter per l’approvazione della legge sul biologico, con il via libera all’unanimità da parte della Commissione Agricoltura del Senato", il commento della Cia. "Ora non si perda più tempo, ma si vada velocemente verso l’ok definitivo di una norma che il mondo agricolo aspetta da anni e che è indispensabile anche per far fronte alle sfide della transizione verde europea. 

Per Cia il disegno di legge con le “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico” contiene misure importanti per favorire l’ulteriore sviluppo di un settore così importante sotto il profilo economico e ambientale come i bio-distretti e tutti gli strumenti di aggregazione, in primis Oi e Op, oltre all’istituzione di un marchio biologico italiano.

Soddisfatta Coldiretti: "Con il Covid che spinge i consumi domestici di alimenti bio al record di 3,3 miliardi di euro grazie alla svolta green degli italiani, il via libera al Ddl sul biologico rappresenta un passo importante verso la tutela dei consumatori e delle vere produzioni Made in Italy. 
La possibilità di riconoscere i prodotti di origine nazionale – sottolinea la Coldiretti – rafforza la leadership dell’Italia che è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico dove sono saliti a 80.643 gli operatori coinvolti (+2%) mentre le superfici coltivate sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%).
 
Una crescita alla quale però - conclude Coldiretti - da contraltare l’incremento di prodotti biologici importati da Paesi extracomunitari, con un incremento complessivo del 13,1% delle quantità totali nel 2019 rispetto all’anno precedente, per un totale di ben 210 milioni di chili di cui quasi un terzo dall’Asia: cereali, colture industriali e frutta fresca e secca sono le categorie di bio più importate, con un’incidenza rispettivamente del 30,2%, 19,5% e 17,0%. 



Anche FederBio plaude all'approvazione del testo di legge votato all’unanimità, con l’inserimento di alcuni emendamenti coerenti con il testo già approvato alla Camera. "Modifiche - spiega la presidente Maria Grazia Mammuccini (foto sopra) - che completano positivamente l’articolo sulle sementi relativamente al materiale riproduttivo eterogeneo biologico secondo quanto previsto dal regolamento (UE) 2018/848, e inseriscono la delega al Governo per la revisione e razionalizzazione della normativa sui controlli finalizzata, in una fase come quella attuale di grande crescita del settore, a una sempre maggiore trasparenza, all’innovazione del sistema attraverso l’impiego di piattaforme digitali ed alla semplificazione delle norme".
 
“L’Italia è un Paese leader per le produzioni biologiche e in questa fase occorre dotarsi degli strumenti necessari per governare la crescita del settore nel rispetto dei valori fondanti del vero biologico e per cogliere tutte le opportunità che le produzioni bio offrono per il territorio rurale  per la ripresa economica e l’occupazione dei giovani”, conclude Federbio.

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