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mercoledì 27 gennaio 2021


Valore agli scarti, il progetto Sicit finanziato dal Mise

Sicit Group (la “Società”) comunica che tra i 16 Accordi per l’Innovazione siglati il 25 gennaio 2021 tra Ministero dello Sviluppo Economico (il “Mise”), aziende e Regioni coinvolte, è stato autorizzato e finanziato anche lo studio e messa a punto di prodotti innovativi derivati da scarti di produzione per l’agricoltura del futuro della Società.

Tra i progetti selezionati e supportati rientra infatti quello di Sicit relativo al settore Agrifood. Questo verrà realizzato nei siti produttivi della Società di Arzignano e Chiampo, in provincia di Vicenza. I costi complessivi previsti ammontano a circa € 12,2 milioni e verranno finanziati dal Mise per un importo di oltre € 3 milioni.

La finalità del progetto della Società è quella di studiare e sviluppare nuovi prodotti e, di conseguenza, nuovi processi produttivi, così da introdurre un nuovo modo di intendere l’azione di supporto alle colture nel settore dell’agricoltura professionale.

Massimo Neresini, ceo di Sicit Group, ha dichiarato: “Grazie al progetto selezionato e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, Sicit Group conferma, da un lato, la sua autorevolezza tecnologica e, dall’altro, mira a consolidare la sua leadership nella vendita di biostimolanti con somministrazione “tradizionale” per fertirrigazione e fertilizzazione fogliare (prodotti ad elevato contenuto di amminoacidi, prodotti a base di glicina e prodotti di origine non animale). Indubbiamente questo ci consentirà di acquisire nuove competenze all’avanguardia e diversificare, conseguenzialmente, le nostre produzioni. Dal punto di vista tecnologico e di mercato, l’impatto più rilevante del progetto deriverà invece dalla modalità di somministrazione, totalmente innovativa, a cui la Società lavora da tempo, di “rilascio intelligente. Si tratta di un’assoluta innovazione a livello internazionale per il settore agricolo che rivestirà la maggiore rilevanza in termini di crescita di competitività dell’azienda”.

Tra le diverse linee di intervento nelle quali la Società investirà, si segnalano, in particolare, le seguenti:
prodotti ad elevato grado di idrolisi della sostanza proteica, che superino l’attuale limite massimo di concentrazione determinato dalla solubilità massima dei singoli amminoacidi, così da sviluppare prodotti “ad azione specifica”;
prodotti a base di glicina, un amminoacido di rilevanza agronomica che si mira ad ottenere in forma pura, così da produrre chelati ad uso agricolo (veicolanti di nutrienti) partendo da un materiale naturale (la glicina, appunto) piuttosto che utilizzare molecole di sintesi come quelle normalmente presenti sul mercato;
introduzione di un nuovo concetto di somministrazione di biostimolanti e nutrienti: fino ad oggi, l’utilizzo di biostimolanti e nutrienti in agricoltura è sempre stato effettuato dagli operatori del settore nel momento in cui si verificavano degli stati o delle carenze che richiedevano un intervento di integrazione. Da anni, Sicit sta indagando sulla possibilità di individuare nuove modalità per poter apportare le sostanze nutritive e biostimolanti in una maniera programmata. Questo comporta che, in una singola operazione (possibilmente contestuale con l’operazione di semina), siano somministrate nel terreno tutte le diversesostanze di cui le piante necessitano nelle loro diverse fasi vitali (germinazione, crescita, fioritura, ecc.), secondo una modalità di rilascio ritardato nel tempo e con dei picchi di rilascio del biostimolante e dei singoli nutrienti corrispondenti alle fasi di maggiore richiesta delle piante. Si vuole quindi introdurre il concetto di “rilascio intelligente”. Questa tipologia di rilascio, oltre a fornire le componenti necessarie a una coltura specifica (è possibile creare formulazioni per ogni tipo di coltivazione), permette di ridurre gli interventi degli operatori sul terreno e di evitare situazioni di sovradosaggi, che comportano spesso un inquinamento ambientale;
estratti di origine non animale: per indagare su estratti di origine non animale, sia come apportatori di una parte degli amminoacidi liberi totali (quindi come idrolizzato proteico vegetale) sia come apportatori di altre molecole ad azione biostimolante, quali fitormoni o altro. Nei prossimi giorni il documento definitivo sarà reso disponibile per la sottoscrizione definitiva della Regione Veneto, della Società e del Mise. Nei successivi 60 giorni Sicit presenterà al Mise il progetto definitivo.

Sicit possiede una lunga e solida esperienza nel trattamento, nella trasformazione, nel recupero e nella valorizzazione dei residui delle lavorazioni conciarie, siano essi sottoprodotti di origine animale o rifiuti speciali non pericolosi. Fin dalle sue origini, l’azienda si è distinta per prodotti e relativi processi in piena coerenza con i principi alla base della “Green Economy” e della “Circular Economy”, implementando un modello di business che si caratterizza per il recupero di volumi notevoli di materiali di origine naturale, dando loro una nuova vita come prodotti ad alto valore aggiunto.

Nel corso degli anni, sono stati studiati nuovi prodotti e implementati nuovi processi e tecnologie innovative, grazie ad uno sforzo continuo per anticipare le esigenze dei mercati di riferimento, che sono principalmente il settore dell’agricoltura specialistica e dell’industria edile. In questa maniera, oltre a un considerevole incremento della capacità produttiva, la Società ha potuto ottenere anche un notevole miglioramento del livello qualitativo dei propri prodotti. Oggi, nel solo stabilimento di Arzignano si trasformano circa 100.000 tonnellate all’anno di sottoprodotti di origine animale di categoria 3.

Coerentemente con la mission aziendale e l’orientamento strategico di medio periodo, Sicit ha deciso di investire in nuove attività di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale al fine di individuare nuovi prodotti basati su materiali avanzati e studiati ad hoc, per tenere il passo della competizione internazionale.

Fonte: Ufficio stampa Sicit Group


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