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venerdì 12 febbraio 2021


Vendite in Gdo, i prodotti flop del 2020

Le vendite del reparto ortofrutta della distribuzione moderna, nel loro complesso, sono state decisamente positive nel 2020. Ma lo scorso anno c'è chi ha viaggiato col vento in poppa e chi, invece, ha fatto un tonfo rispetto ai dodici mesi precedenti. E per chi ha faticato nell'anno appena concluso - e ci riferiamo soprattutto ai prodotti servizio - pare non aver iniziato il 2021 nel migliore dei modi.

Così, dopo aver esaminato le performance dei prodotti ortofrutticoli più performanti in Gdo nel 2020, sia a livello di frutta (clicca per leggere l’articolo) che a livello di verdura (clicca per leggere l’articolo), chiudiamo la disamina dell'anno appena trascorso con chi ha avuto le performance peggiori: categorie con caratteristiche poco in linea con il cambiamento delle abitudini di acquisto dei consumatori avvenuto durante la pandemia.

Parliamo pima di tutto dei prodotti servizio, come IV  e V Gamma. Per loro natura sono referenze ideali per una vita frenetica, per chi ha poco tempo da dedicare alla preparazione dei pasti. Durante la pandemia, infatti, le limitazioni agli spostamenti, e l’elevato ricorso allo smart working da parte delle aziende (spostando parte dei lavoratori dall’ufficio alla casa), hanno allontanato il consumatore da queste categorie di servizio.

Unitamente al maggior tempo per le preparazioni casalinghe, si aggiunge una shelf life breve per i prodotti di IV Gamma, verdura e soprattutto frutta, che non aiuta lo stoccaggio. Infatti, chi abitualmente acquistava 1-2 buste 2-3 volte a settimana, è passato ad acquistare 2-3 buste ma una sola volta a settimana.



I risultati sono stati molto negativi nel 2020 per IV Gamma verdura (-7% a valore) e per la V Gamma verdura (-6%), e disastrosi per la IV Gamma frutta che ha perso un terzo delle vendite (-36%). Ai dati negativi di chiusura anno, si aggiunge una falsa partenza nell’anno nuovo, con una flessione delle vendite nella prima settimana del 2021 per IV Gamma verdura (-2%), per V Gamma verdura (-6%) ed in particolare per IV Gamma frutta (-26%).
 
Spostandoci sui quei (pochi) prodotti ortofrutticoli confezionati (a peso imposto) che hanno zoppicato nel 2020, troviamo dati negativi per fragole e asparagi. Entrambi hanno in comune la delicatezza e la breve shelf life. Le fragole perdono nell’anno solamente un punto (-1,2% a valore), con andamenti altalenati nei mesi ed i picchi in negativo tra marzo e aprile (in cui si vendono i maggiori volumi di fragole), che però condizionano tutta l’annata. Di positivo c’è che il 2021 è partito bene (+15%), il che è sicuramente un buon auspicio per un anno di riscatto.



Passando agli asparagi, si notano trend peggiori rispetto alle fragole per il 2020 (-7%), con solo un mese in positivo. L’inizio 2021 è positivo, ma non in modo entusiasmante (+1,4%): ma la nuova campagna è appena alle prime battute per entrambi i prodotti, c'è tutto il tempo per riposizionarsi e vivere un anno di riscossa.

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Alfonso Bendi
Senior Marketing Specialist
alfonso@italiafruit.net

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