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giovedì 8 aprile 2021


Tutte le opportunità perse in Russia

Cresce l’import di ortofrutta in Russia. E con l’embargo che durerà almeno fino al termine del 2021, diversi Paesi non coinvolti nel blocco delle spedizioni fanno sempre più affari con Mosca. Il conto del muro contro muro tra la Federazione e l’Unione europea è salato per l’Italia, che ha già perso esportazioni di prodotti agroalimentari per oltre un miliardo di euro.



E allora quali sono oggi i maggiori fornitori di ortofrutta della Russia? Lo rivela un’analisi di EastFruit: a farsi strada nel 2020 è soprattutto la Turchia, con una crescita dell’export del 32% in un anno che vale la testa della classifica insieme all’Ecuador (i due Paesi valgono da soli oltre il 40% delle importazioni russe). Boom del Perù (+39%), della Georgia (+79%) e del Brasile (+37%), mentre risultano in calo il Marocco (-25%) e la Cina (-58%) che continua a essere bandita dal mercato sovietico per drupacee, mele e pere. S’intensificano i rapporti commerciali con l’Iran, terzo esportatore di frutta e verdura con l’intermediazione dell’Azerbaigian.

L’incremento delle importazioni nel 2020 è tra i più alti degli ultimi sei anni, cioè da quando è cominciato l’embargo sulle derrate alimentari provenienti da diversi Paesi (quelli europei, ma anche gli Stati Uniti). La crescita del 2% rispetto al 2019 è una sorpresa se si considerano le difficoltà generate dall’emergenza Covid-19, prime tra tutte l’aumento dei costi della logistica e il calo di reddito della popolazione. Ma, nonostante tutto, il consumo di frutta è in aumento così come lo sono le importazioni che nel 2020 si attestano a quota 5,2 miliardi di dollari, il valore più alto dal 2015 a oggi.



Tali dinamiche si spiegano anche con l’aumento della varietà di frutta consumata in Russia e con la diminuzione della stagionalità nel consumo stesso. In cima al gradimento della popolazione – e alla graduatoria dell’import – ci sono banane, mele, mandarini, uva da tavola e arance. Notevole l’aumento degli acquisti di pesche e nettarine: +24% in un anno.

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di Giuseppe Catapano

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