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martedì 13 aprile 2021


Il poker di priorità per il rilancio

Export, sostenibilità, confezionamento, digitalizzazione: sono le principali parole d'ordine alle quali faranno riferimento le imprese ortofrutticole al termine dell'emergenza sanitaria secondo quanto emerge dal Report Nomisma presentato venerdì in occasione del webinar “L’ortofrutta nello scenario post Covid: come sono cambiati imprese, mercati e consumatori dopo un anno di pandemia” che ha coinvolto un campione di 40 aziende di punta.

L’Indagine mette in luce la  resilienza del settore in un contesto complesso per effetto della pandemia ma, anche, degli impatti negativi sulla produzione dovuti a eventi climatici e avversità fitopatologiche, che hanno coinvolto oltre il 70% delle aziende. 



Imprese sempre attive, anche durante il lockdown, che hanno adottato tutte le misure necessarie per evitare il contagio, nonostante le maggiori complessità organizzative (registrate dal 70% delle imprese del campione), la dilatazione dei tempi (55%), la minore efficienza del lavoro (60%) e conseguentemente l’incremento dei costi (65%). 


Eppure, evidenzia Nomisma, il 36% delle aziende ha confermato gli investimenti che erano stati preventivati, il 23% li ha rimodulati, il 33% ha dato vita a investimenti che non erano stati preventivati e solo l'8% li ha posticipati.



Le imprese si preparano ad affrontare lo scenario post-Covid intercettando le nuove esigenze del consumo e pianificando il rilancio nei prossimi due anni, con attenzione soprattutto all’ampliamento ed alla diversificazione dei mercati esteri (azioni pianificate nel 38% delle imprese), alla transizione ecologica nei sistemi produttivi e nel packaging (33% rispettivamente per confezioni più ecosostenibili o riciclabili e adozione di pratiche a maggiore sostenibilità ambientale), alla maggiore offerta di prodotto fresco confezionato (31%) e alla digitalizzazione (23%). A seguire ex aequo, con il 13%, il riconsolidamento del canale Horeca e il potenziamento dei sistemi di tracciabilità; chiudono rafforzamento delle vendite online (10%), specializzazione investimenti in politica di marca e specializzazione in IV e V gamma (8%); chiude, con iil 5%, l'aumento di investimenti promo/pubblicitari.

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