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mercoledì 14 luglio 2021


Embargo prorogato. E c'è un nuovo fronte

Il disgelo tra Usa e Russia non è bastato per sbloccare la situazione: nonostante i passi avanti nei rapporti tra i due Paesi dopo l'elezione di Joe Biden e la conseguente, potenziale influenza positiva sul "fronte occidentale", infatti, il Consiglio Ue ha deciso di prorogare di ulteriori sei mesi e quindi fino al 31 gennaio 2022, le sanzioni per la destabilizzazione dell’Ucraina nei confronti della Russia.

Una decisione che, è scontato, non mancherà di provocare la ritorsione russa con la prosecuzione dell’embargo deciso dal Putin con il decreto 778 del 7 agosto 2014 e già più volte rinnovato che ha causato il completo azzeramento delle esportazioni in Russia dei prodotti presenti nella lista nera, in primis frutta e verdura. 



E Fruitimprese mastica amaro: "L'Unione Europa prosegue nella sua politica di sanzioni verso la Russia perseverando in un atteggiamento che, finora, ha danneggiato solo gli esportatori europei", tuona il presidente Marco Salvi. "Dopo sette anni di embargo le occasioni di recupero di un mercato extra Ue tra i più importanti si affievoliscono a vantaggio dei nostri competitor e a causa del massiccio ricorso della Russia al prodotto nazionale, sempre più presente nei mercati ortofrutticoli".

E non è tutto: "Purtroppo da Bruxelles non giungono buone notizie neppure per quanto riguarda la Bielorussia", aggiunge Salvi. "Secondo la stampa olandese il governo bielorusso, recentemente sanzionato per l'escalation nella violazione dei diritti umani, sta seriamente valutando un embargo ai prodotti freschi della Ue sulla scorta di quanto deciso dalla vicina Russia; il danno, trascurabile per l'Italia, che invia circa 1.500 tonnellate di ortofrutta (soprattutto kiwi, clementine e insalate) non lo è per alcuni Paesi limitrofi come la Lituania e soprattutto la Polonia che esporta il 60% dei prodotti ortofrutticoli che finiscono in Bielorussia, per un totale di circa 500 mila tons l'anno, rappresentati soprattutto da mele"



"Volumi di prodotto che, come avvenuto all'indomani dell'embargo di Putin - commenta Salvi - sono destinati a riversarsi sul mercato europeo, con inevitabili ripercussioni sui prezzi".

"Insomma - conclude il presidente di Fruitimprese - sette anni di embargo non sono bastati mentre sono bastati pochi giorni e qualche promessa per abbassare gli scudi nella vicenda Airbus ed eliminare i dazi introdotti contro i prodotti Usa per il prossimo quinquennio".

Le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia, stando alle rilevazioni Coldiretti, hanno perso 1,4 miliardi nell'ultimo settennato a causa dell’embargo deciso da Putin che tuttora colpisce una importante lista di prodotti europei con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, come ritorsione alle sanzioni dell’Unione Europea. 

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