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lunedì 20 settembre 2021


«Pesche, come ho affrontato le sfide del settore»

Dopo le gelate primaverili, le grandinate improvvise e gli attacchi della cimice asiatica, sono in molti gli operatori che si interrogano sul futuro della peschicoltura. Se molti produttori sfiduciati hanno preferito dismettere questa coltura a favore di altre più redditizie e meno impegnative, c’è ancora chi rimane ottimista. E’ il caso di Daniele Neri, vivaista e produttore di Reda di Faenza (Ravenna), che dice di intravedere “un futuro roseo per il settore”.

Dal suo duplice punto di vista, quali sono le principali problematiche del comparto?
I produttori di pesche e nettarine si trovano oggi di fronte a due sfide: da una parte la cimice asiatica e i pochi prodotti disponibili con cui trattarla, dall’altro l’andamento climatico imprevedibile. Ad entrambi i problemi si può però rispondere con la prevenzione. Per esempio nei miei 35 ettari di pescheto abbiamo realizzato la difesa programmata trattando le neanidi a inizio stagione, in questo modo il danno realizzato dalle cimici è stato pari al 5-10%. In primavera abbiamo inoltre installato cinque ettari di reti antigrandine, che ci hanno aiutato a proteggere i frutti anche dalla cimice. Ad ottobre ne installeremo altri due ettari, oltre a delle ventole contro la brina. La qualità dei frutti ripaga sul mercato ma bisogna saperla produrre e proteggerla con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione.



Il principale fattore di crescita per le pesche?
E’ sempre stato uno solo: il gusto, che significa fare un prodotto di qualità e collocarlo sul mercato, senza guardare alla massa. Il consumatore mangia prima di tutto con gli occhi, per cui è importante non solo produrre un frutto di qualità ma anche raccoglierlo senza danneggiarlo e presentarlo nella maniera più accattivante possibile. Nonostante gli ettari dedicati alla peschicoltura siano in netto calo, continuo a credere nel futuro di questi frutti e a piantare nuove nettarine.

Quali varietà si fanno notare sul mercato?
La regina delle pesche da noi brevettate è stata Romagna Big, che matura a metà luglio. Anche Romagna Summer sta avendo un successo incredibile, così come Romagna Splendor anche se è più nuova. Tra le varietà che si sono distinte c'è pure Romagna Lady che è terminata due settimane fa, mentre matura in questi giorni Romagna Mia, una nettarina bianca di grossissima pezzatura che è la nostra ultima brevettata: su queste coltivazioni ho deciso di puntare molta attenzione con l’installazione di reti antigrandine e di un telo in Nylon per proteggerla dal sole. Intanto la sperimentazione va avanti soprattutto per i frutti a pasta bianca: si tratta di prodotti che i mercati sono disponibili a provare ma dai volumi ancora troppo incerti. E come dico sempre…se un prodotto non ce l’hai, fai fatica a venderlo. Quindi l’unica soluzione è continuare a sperimentare e venderla ai mercati.


Nettarine della varietà Romagna Summer

Quanto incide la concorrenza spagnola?
Sono molti i produttori spaventati dall’ingresso del prodotto spagnolo nei nostri mercati ma per me si tratta di una condizione senza futuro. Quei frutti percorrono decisamente troppi chilometri, che si ripercuotono sulla qualità mentre noi possiamo contare su areali vocati senza concorrenti. Il vero problema è l’età media dei produttori sempre più alta e i giovani che a fatica entrano nel settore. In futuro saranno sempre di meno gli agricoltori e si rischia che la vera ricchezza mondiale, ovvero i prodotti agroalimentari, si concentri nelle mani di pochi.

Siamo ormai a fine estate, come sta andando la richiesta delle pesche tardive?
Rimane alta e anche il mese di settembre sembra che stia aiutando, principalmente per due motivi: le temperature ancora calde che agevolano i consumi e la scarsità di prodotto, considerato che le celle frigorifere sono ormai vuote. Inoltre la qualità dei frutti è molto buona dato che c’è stata poca pioggia e le malattie quasi non si sono viste.

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