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giovedì 23 settembre 2021


K-Adriatica, fertilizzanti dalle radichette di malto

Dell’orzo nulla va sprecato. Del recupero del cereale dopo la germinazione per la produzione di fertilizzanti e biostimolanti ne parla Maria Rosaria Stile, responsabile ricerca e sviluppo di K-Adriatica, al XXVII congresso nazionale della SCI 2021 all’interno della sessione Eventi satellite “Valorizzazione di scarti di filiere produttive”.

“Lo stabilimento di Italmalt, divisione di K-Adriatica, con sede a San Nicola di Melfi (PZ) in Basilicata –spiega Maria Rosaria Stile - si occupa di trasformare l’orzo distico in malto da birra con una produzione di circa 36mila tonnellate all’anno. Questa produzione annua di malto crea circa 1000 tonnellate di radichette di malto che si generano durante la fase di germinazione dell’orzo. Le radichette di malto essiccate sono attualmente utilizzate nell’alimentazione umana e animale e per la loro composizione come sorgente per l’estrazione di amminoacidi, enzimi e di antiossidanti. Italmalt, da sempre, attraverso un processo di pellettizzazione con il resto degli scarti della produzione del malto, produce mangime per alimentazione zootecnica particolarmente adatto all’alimentazione delle bufale. La ricerca di K-Adriatica dello scorso gennaio, ha aperto nuove prospettive sull’utilizzo delle radichette di malto, avviando lo studio di nuovi prodotti in cui le radichette, tali e quali o idrolizzate, sono utilizzate come fertilizzanti o biostimolanti”. 

“Il profilo amminoacidico dell’idrolizzato di radichette – aggiunge la ricercatrice - ne rende l’applicazione come biostimolante particolarmente interessante, sia per i risultati agronomici sulla coltura sia perché risponde ad un’esigenza del mercato che richiede sempre più idrolizzati di origine vegetale, in un mercato dominato per oltre il 90% da idrolizzati di origine animale. La messa a punto poi di specifici processi di idrolisi consentirà di modulare le caratteristiche dell'idrolizzato proteico prodotto, consentendo di rispondere in modo ancora più puntuale alle richieste delle colture”.

“La valorizzazione di questa matrice in altre e nuove applicazioni – conclude Stile – permetterà di dare ulteriore valore alla filiera dell’orzo, con il minimo impatto ambientale visto il completo ed efficiente utilizzo della materia prima senza la produzione di nessuno scarto”.

Fonte: ufficio stampa K-Adriatica


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