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mercoledì 24 novembre 2021


Nuova Pac, via libera del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo ha dato il via libera ieri alla nuova politica agricola (Pac) dell’Ue. Nel dettaglio, con 452 voti favorevoli, 178 contrari e 57 astenuti il Parlamento ha approvato il Regolamento sui piani strategici della Pac. Il Regolamento orizzontale è stato approvato con 485 voti favorevoli, 142 contrari e 61 astensioni, mentre il Regolamento sull’organizzazione comune dei mercati è stato approvato con con 487 voti favorevoli, 130 contrari e 71 astenuti. Questa versione riformata della Pac, spiega in una nota il Parlamento Europeo, mira ad essere più verde, più equa, più flessibile e trasparente.

Durante i negoziati sul pacchetto di riforma legislativa, i deputati hanno insistito sul fatto che il rafforzamento della biodiversità e il rispetto delle leggi e degli impegni ambientali e climatici dell’Ue saranno fondamentali per l’attuazione della riforma della Pac, che entrerà in vigore nel 2023. Mentre la Commissione dovrà valutare se i piani strategici nazionali della Pac sono in linea con questi impegni, gli agricoltori dovranno rispettare pratiche rispettose del clima e dell’ambiente. Gli Stati membri saranno obbligati a garantire che almeno il 35% del bilancio per lo sviluppo rurale e almeno il 25% dei pagamenti diretti siano destinati a misure ambientali e climatiche.

I deputati hanno assicurato che almeno il 10% dei pagamenti diretti sarà utilizzato per sostenere le piccole e medie aziende agricole e almeno il 3% del bilancio della Pac andrà ai giovani agricoltori. Hanno anche insistito sul fatto che una riserva di crisi con un budget annuale di 450 milioni di euro (a prezzi correnti) sarà sempre pronta ad aiutare gli agricoltori con instabilità dei prezzi o del mercato.

Grazie alla pressione del Parlamento, le norme del lavoro dell’Ue nei settori agricoli saranno monitorate meglio e le violazioni saranno sanzionate grazie alla cooperazione tra gli ispettori nazionali del lavoro e gli organismi pagatori della Pac.

Le informazioni sui beneficiari finali del sostegno dell’UE saranno più trasparenti grazie a uno strumento di estrazione dei dati dell’Ue, a cui gli Stati membri avranno accesso e che aiuta a identificare il rischio di frode verificando le informazioni nelle banche dati pubbliche.



“Dal Parlamento viene un importante riconoscimento del ruolo della Pac, che deve garantire reddito agli agricoltori affinché possano continuare ad offrire alimenti sani nelle giuste quantità preservando le risorse naturali e contribuendo alla lotta al cambiamento climatico con più ricerca ed innovazione”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare il voto del Parlamento europeo sui tre regolamenti della futura Pac 2023-2027.

"Il difficile negoziato di questi ultimi anni – sottolinea Prandini - ha comunque portato ad un risultato migliorativo rispetto alla proposta iniziale del 2018, in termini di risorse e di strumenti per affrontare le ambiziose sfide poste dal Green Deal europeo, per uno sviluppo del settore che sia sostenibile da un punto di vista economico, ambientale e sociale, come ribadito anche recentemente dal Commissario all’agricoltura, Janusz Woicjechowski, intervenuto al Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, organizzato da Coldiretti proprio alla vigilia del voto sulla riforma della Pac. Ma il giudizio ad oggi sulla futura Pac non può che essere parziale perché ora – precisa Prandini - bisogna lavorare a livello nazionale per tradurre in misure semplici ed efficaci gli indirizzi dell’Ue, dall’innovazione alle politiche per favorire il ritorno alla terra delle nuove generazioni. Serve un Piano Strategico Nazionale per la crescita e lo sviluppo con azioni semplici da applicare che garantiscano la giusta sostenibilità economica all’attività agricola".

"In Europa – sostiene Prandini - occorre coerenza nelle politiche Ue, dicendo a tutte le misure che aumentano la trasparenza di processi e prodotti, attraverso l’obbligo dell’etichettatura d’origine, e che garantiscano competitività agli agricoltori europei sul piano mondiale promuovendo ed applicando il concetto della reciprocità negli standard produttivi in modo che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute. Mentre va avversato – precisa Prandini - ogni tentativo di banalizzazione ed omologazione del modello agricolo italiano ed europeo, dicendo quindi no ai finanziamenti alla produzione di carne in laboratorio o all’introduzione di etichette a semaforo quali il Nutriscore".



Per Dino Scanavino, presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani "ora bisogna lavorare senza sosta alla costruzione di un Piano Strategico Nazionale che tuteli la competitività del comparto, con aiuti e agevolazioni concrete alle imprese impegnate nell’obiettivo di un sistema produttivo più sostenibile. Dopo oltre tre anni dalla presentazione della proposta, si è concluso il lungo iter legislativo e parlamentare e di questo siamo contenti. La riforma della Pac poteva essere scritta meglio, ma siamo a un buon punto di partenza. Ora l’Europa può essere più forte di fronte alle sfide post pandemia e l’agricoltura dei Paesi membri in grado di guardare con ottimismo al ruolo di protagonista della transizione. Dal primo gennaio 2023, gli agricoltori potranno infatti contare su nuove norme, più robuste e strutturate, per giungere a un sistema produttivo più equo e green”.

L’Europa agricola guadagna, con la nuova Pac, maggiore rispetto della sfera ambientale e sociale, che dovrà però muoversi in costante equilibro con la garanzia del reddito per gli agricoltori. "Nel dettaglio -precisa Cia - tra il primo e il secondo pilastro, almeno il 60% delle risorse saranno dedicate alla nuova architettura verde, con il 25% delle risorse del primo pilastro da destinare agli eco-schemi. Un punto chiave per dare impulso all’agricoltura del futuro. Sarà, inoltre, inglobata nella Pac anche la dimensione sociale, obbligatoria a partire dal 2025, ma da intendersi come un’ulteriore valorizzazione di una Pac rivolta anche alla collettività e ai lavoratori, senza ostacoli o aggravi burocratici".

"La Pac - conclude Scanavino  - deve rimanere, prima di tutto, la politica economica per gli agricoltori e, quindi, costante opportunità di sviluppo imprenditoriale, oltre che strumento utile a rigenerare e valorizzare le aree rurali. Per questo è importante il lavoro di definizione del Piano Strategico Nazionale, che deve consentire agli agricoltori italiani di essere all’altezza di tutti i cambiamenti”. 

Fonte: Aska News - Ufficio stampa Coldiretti e Cia-Agricoltori Italiani 


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