Bio, l'Italia non smette di correre

Consumi ed export, i dati presentati prima di Sana. La fiera parte venerdì

Bio, l'Italia non smette di correre
Il biologico italiano non si ferma: i dati Nomisma per l’Osservatorio Sana 2019, “raccontano” che le vendite nel 2018, hanno superato i 4 miliardi di euro, con la stragrande maggioranza dedicata al consumo domestico e una crescita importante dei prodotti freschi. Un valore importante, che esprime un +5,3% sul 2017 e un roboante +171% sul 2018. L’export “biologico” Made in Italy, ha superato i 2,2 miliardi di euro (primi nell'Ue, secondi nel mondo dopo gli Usa), con un +10% sul 2017, e un +597% sul 2008. Lo scorso anno ancora, l’86% degli italiani ha acquistato un prodotto bio almeno una volta nell’anno, mentre il 51% afferma di consumare alimenti biologici almeno una volta a settimana.

Il biologico italiano insomma - come è emerso ieri in occasione della conferenza stampa di presentazione della fiera Sana - piace. L’Italia si posiziona al quinto posto nel mondo e al terzo in Europa per consumi nazionali. Lo Stivale, ancora, è leader globale per numero di aziende che trasformano i prodotti bio (18mila imprese, tremila più di Francia e Germania) ed è ai vertici europei per numero di imprese agricole biologiche (75.000). Dati che si associano alla crescente sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali tra i consumatori, tanto che nel 2019 la spesa per i prodotti bio potrebbe abbondantemente superare il 4% della spesa alimentare complessiva.



In programma a Bologna da venerdì 6 a lunedì 9 settembre 2019, Sana è organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con AssoBio e FederBio, con i patrocini del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e con il supporto di Ita, Italian trade agency e il contributo di Cosmetica Italia.
 
L’edizione 2019 vede accresciuta la sua centralità dallo svolgimento a Bologna, giovedì e venerdì, dell’iniziativa “Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione bio”: due giorni di “Stati Generali del Bio”, con confronti chiamati a delineare le scelte strategiche per il futuro dell’agricoltura e di ambiti fondamentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente e il corretto utilizzo delle risorse. Nella prima giornata si affrontano, con un approccio multi-disciplinare, i temi d’interesse fondamentali per il futuro dell’agricoltura biologica mentre la seconda giornata vede la presentazione del Manifesto del bio 2030, oltre una tavola rotonda – che coincide con il Convegno di apertura di Sana – a cui partecipano istituzioni e rilevanti attori nazionali e internazionali della filiera.



A Sana saranno presenti più di mille aziende per un totale di 60mila metri quadrati di esposizione distribuiti su sei padiglioni (21, 25, 26, 28, 29 e 30), in crescita rispetto a quanto inizialmente previsto in virtù - hanno spiegato gli organizzatori - dell’ottimo andamento delle adesioni all’evento. In aumento del 33% gli espositori esteri.

Tre i settori all’interno dei quali si sviluppa l’offerta espositiva spicca il food con la partecipazione delle principali aziende del settore alimentazione biologica italiana e internazionale. Numerosi le conferenze, i workshop e i seminari, con la presentazione dell’Osservatorio Sana (a cura di Nomisma), quest’anno dedicato a “Il posizionamento competitivo del Bio Made in Italy sui mercati esteri”, che prevede un approfondimento sui mercati russo e giapponese e i numeri chiave del settore biologico in Italia.
 
A Sana anche la mostra sulle ultime tendenze del settore, con 950 referenze in esposizione suddivise in una percentuale del 44% per il settore Food, del 48% per il Care&Beauty e dell’8% per il Green Lifestyle: un grande spazio, allestito al Centro Servizi di BolognaFiere, dove professionisti e pubblico potranno scoprire quanto di meglio la produzione biologica e naturale ha da offrire al comparto.

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