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giovedì 7 novembre 2019


Patata di Bologna senza segreti

“Un progetto moderno lanciato in una giornata bellissima, molto partecipata dai coltivatori ma anche dalle istituzioni, che hanno testimoniato l’importanza della nostra patata Primura: un prodotto dalle caratteristiche uniche per il quale puntiamo con sempre maggiore convinzione su qualità costante e riconoscibilità”. Davide Martelli, presidente del Consorzio di tutela patata di Bologna Dop, commenta così il “lancio”, avvenuto ieri nella sede di Fico, di “Coltivatori di valori”, che rivela al consumatore l’identità del produttore e mira a valorizzare la materia prima facendo leva su storia, tradizione, impegno, passione, naturalità.

Su ogni sacchetto in vendita è possibile trovare un Qr Code e un Codice di Rintracciabilità; inquadrando il primo con lo smartphone (oppure accedendo al sito www.patatadibologna.it) viene richiesto di inserire il Codice che consente di accedere a una pagina dedicata al produttore e al campo dove sono state coltivate le patate acquistate: riporta ettari, curiosità e cenni storici. Sempre dal sito è possibile operare una ricerca dei produttori per comune o sfogliare le pagine dei singoli agricoltori scorrendo la gallery fotografica.



“Un progetto voluto per dimostrare la nostra trasparenza nei confronti dei consumatori che devono essere sicuri e informati sulla qualità e sulla tracciabilità del prodotto che vanno ad acquistare”, ha spiegato Martelli (nella foto sopra). “Il Consorzio associa esclusivamente produttori iscritti al piano dei controlli, con terreni nella provincia di Bologna e sottoposti alla stretta vigilanza dell'organo di controllo dei prodotti a denominazione d'origine”

“La patata bolognese Dop - il commento del vicesindaco della città metropolitana Fausto Tinti - è un prodotto di eccellenza del nostro territorio: si coltiva in 13 comuni fin dall'800. In un mondo sempre più globalizzato, anche in campo alimentare, la qualità va curata e difesa”.


“Un’iniziativa che unisce tradizione agricola e innovazione - ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli - La rintracciabilità diventa il vero e proprio biglietto da visita di un prodotto che continua a crescere, valorizzando il territorio e la sua storia. La qualità dei prodotti Dop e Igp passa anche attraverso tecniche produttive rivolte alla sicurezza del consumatore e alla salvaguardia dell’ambiente e a questi obiettivi è rivolta l’azione della Regione; la politica di sostegno all’innovazione e alla promozione è indispensabile per valorizzare le produzioni tradizionali di cui è ricca l’Emilia-Romagna, come dimostra l’iniziativa di oggi che dà l’avvio al secondo dei due importanti progetti di promozione della patata bolognese che la Regione ha finanziato al Consorzio, tramite il Psr, per oltre 400mila euro”.

La patata di Bologna Dop è coltivata principalmente tra i due fiumi Sillaro e Reno, all’interno di una zona che comprende i Comuni di Budrio, Castenaso, Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena, Castel San Pietro Terme, Castel Guelfo di Bologna, Medicina, Molinella, Baricella, Minerbio, Granarolo dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto e Crevalcore.

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