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venerdì 6 dicembre 2019


Il caco, l'albero delle sette virtù

Il caco, uno dei frutti simbolo dell’autunno, ha una storia antichissima. Era infatti coltivato in Cina e in tutto l’Estremo Oriente più di 2.000 anni fa, mentre in Europa è arrivato solo alla fine del Diciottesimo secolo e una delle prime testimonianze della presenza di una pianta di cachi nel nostro Paese è attestata intorno al 1870, nel giardino di Boboli a Firenze.



La storia del caco

Il caco è una pianta da frutto originaria della Cina centro-meridionale. Il nome cinese del frutto è shìzi, mentre la pianta è conosciuta come shizishu. 
In Cina il caco è noto come l’albero delle sette virtù: 
è molto longevo
garantisce l’ombra grazie alle imponenti dimensioni della sua chioma
è immune da parassiti
offre un’ottima legna da ardere
i suoi rami sono il luogo ideale per gli uccelli per la costruzione del nido
le sue foglie sono decorative 
le foglie cadute divengono un ottimo concime.
Dalla Cina la coltivazione del caco si è diffusa nei Paesi confinanti, come il Giappone e la Corea. 
Il caco fu introdotto in Europa alla fine del Diciottesimo secolo dal direttore del Giardino botanico di Calcutta, che ne portò qualche pianta in Inghilterra. 
A questo periodo risale la prima catalogazione botanica del caco, il cui nome scientifico è Diospuros kaki, dal greco “diòs”, Zeus, e “puros”, grano, letteralmente “grano di Zeus”.
Il caco arrivò, poi, nel resto d’Europa - così come negli Stati Uniti - a metà del Diciannovesimo secolo. In Italia, il primo esemplare di albero di cachi fu messo a dimora nel giardino di Boboli, a Firenze, nel 1870/71 e in seguito ne furono piantati altri nell’Orto botanico di Palermo. Sembra che Giuseppe Verdi fosse ghiotto di questo frutto. In principio, nel nostro Paese, il caco era usato per decorare parchi e giardini grazie alla sua bellezza. Solo col tempo si cominciò a mangiare questi frutti e, conseguentemente si iniziò a coltivarli.   
A inizio Novecento in Campania, fu piantato il primo diospereto e il caco è ancora coltivato in quelle zone. Oggi le regioni in cui questa pianta è coltivata maggiormente sono la Romagna, la Campania e la Sicilia.
Il caco è considerato “l’albero della pace” poiché alcuni alberi furono gli unici esseri viventi a sopravvivere al bombardamento di Nagasaki del 9 agosto 1945.


Il nome caco

L’italiano caco o cachi si usa sia per la pianta che per il frutto e deriva dal giapponese kaki. Altre denominazioni sono “mela d’Oriente” e “loto del Giappone”.
In napoletano il caco è chiamato legnasanta e questo nome deriva dal fatto che, una volta aperto il frutto, al suo interno sembra di vedere l’immagine del Gesù sulla croce.

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di Francesco Mattioli

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