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martedì 7 gennaio 2020


Ortofrutta bio in progresso, Alce Nero corre

La crescita del biologico continua, anche se a ritmi più contenuti rispetto al passato e Alce Nero prosegue la propria corsa grazie a notorietà del brand e qualità dell’offerta. Nei primi 10 mesi del 2019 l’ortofrutta bio a peso imposto in Iper/Super/Libero Servizio ha  raggiunto un fatturato di 165 milioni di euro con una crescita vicina al 4% a valore e al 7,5% a volume; buona, in questo contesto, la  performance a scaffale della gamma Alce Nero (marchio distribuito da Brio Spa), in progresso del 23% a valore e del 37% a volume, stando ai dati comunicati dall’azienda. 
 
“Lavoriamo con i principali Paesi europei dove esportiamo in 24 nazioni il 35% circa del nostro fatturato in ortofrutta bio italiana come origine, lavorazione e confezionamento”, sottolinea Brio. “Le distanze e la logistica giocano un ruolo fondamentale sulle potenzialità di esportare un prodotto deperibile come l’ortofrutta: stiamo cercando di aprirci ai mercati più lontani extra Ue, come ad esempio il Brasile, con prodotti distintivi italiani quali mele e kiwi che oltre a essere apprezzati, sono tra le specie meno deperibili e sensibili al trasporto per lunghe distanze, garantendo shelf life adeguate”. La frutta esotica è in forte ascesa, bene anche le referenze consolidate come le stesse mele e gli agrumi in genere, cui si aggiungono fragole, uva, zenzero, avocado e kiwi giallo.


 
“Tra i canali più performanti c’è la grande distribuzione mentre lo specializzato è in sofferenza”, annota Brio. “Le parti del Paese dove si registra una maggiore concentrazione nei consumi sono  l’area Nielsen 1 e 2 mentre la 3 e 4 segnano un progressione marcata ma non rappresentano il top in termini assoluti di consumo aggregato”.
 
Nel 2019 Brio ha lanciato nuove referenze per la linea top Alce Nero in packaging plastic free: da segnalare il caco rojo Brillante, la melagrana Chiccosa e l’ananas Dolcetto tutte a marchio Alce Nero.


  
Sul fronte delle strategie comunicative, nel 2020 il Gruppo partirà con un’attività online per promuovere e far conoscere l’ananas Dolcetto al consumatore finale abbinando attività in store: previste 300 giornate di degustazione nei Pdv.
 
“L’innovazione è sicuramente un punto di forza nell’offerta sia essa varietale, di origine o di pack”, aggiunge Brio. “Operiamo secondo un modello di economia circolare iniziando da un prodotto biologico rispettoso dell’ambiente e della biodiversità, vestito in packaging riciclabile possibilmente plastic free, confezionato in stabilimenti che utilizzano energia rinnovabile. A questo si aggiungono anche progetti fairtrade e di cooperazione solidale per sostenere economie agricole nei Paesi in via di sviluppo”.
 
Alla prossima Fruit Logistica, Brio presenterà l’offerta bio offrendo la possibilità di degustare alcuni dei  migliori prodotti: riflettori puntati soprattutto sull’ananas Dolcetto Alce Nero, “una varietà bio e spiccatamente dolce non ancora presente a scaffale: un frutto straordinario per le proprietà organolettiche e di altissima qualità, caratterizzato da un progetto di cooperazione solidale di Coopermondo”.
 
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