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lunedì 3 febbraio 2020


Frutta, sale la domanda estera

Nella quarta settimana di gennaio, il mercato all'origine della frutta fresca non ha mostrato particolari variazioni sia sotto il profilo degli scambi che delle quotazioni. Si conferma positivo l'andamento delle contrattazioni per le mele, il cui collocamento è proseguito agevolmente soprattutto grazie alla domanda estera. Risultano sempre più contenute le giacenze presenti in magazzino per pere da tavola e kiwi, con prezzi che rispetto alla scorsa campagna continuano a posizionarsi su livelli sostenuti. E' quanto sottolinea l'Ismea nel suo ultimo bollettino sui Mercati alla produzione, relativo al periodo 20-26 gennaio.

Mele
Per le mele, l'istituto di ricerca evidenzia che le vendite in Italia sono proseguite a ritmi regolari e costanti, mentre più vivace è apparso il mercato sul fronte estero. Le richieste sono pervenute non solo da Germania e Paesi Scandinavi, tradizionali partner europei, ma anche dall'Arabia Saudita. Sotto il profilo delle quotazioni i prezzi sulle differenti piazze monitorate non hanno mostrato variazioni, attestandosi sugli stessi livelli della settimana precedente.

Pere da tavola
Dal 20 al 26 gennaio, come spiega l'Ismea, i prezzi delle pere hanno continuato ad attestarsi su valori piuttosto elevati in considerazione di stock di magazzino sempre più contenuti. Anche in questo caso, la domanda estera si è mostrata più dinamica di quella domestica. "Le quotazioni, rispetto alla precedente settimana, non hanno mostrato variazioni, ad eccezione dell'Abate Fetel di provenienza Bolognese, il cui listino ha teso al rialzo in ragione di disponibilità in ulteriore assottigliamento - fa sapere il bollettino - Stabili i corsi per Kaiser, Decana del Comizio e Conference. Si evidenzia che l'assestamento al ribasso del listino è da attribuire esclusivamente all'ingresso sul mercato delle prime quote di Conference forlivesi".

Kiwi
Per quanto riguarda il kiwi, infine, l’Ismea tiene a segnalare il ritmo regolare delle contrattazioni a livello nazionale. “Sui centri di distribuzione estera - si sottolinea - una migliore possibilità di collocamento è stata registrata verso i Paesi dell’Oltremare, mentre sui mercati dell’Europa, la costante presenza di prodotto greco esitato a prezzi concorrenziali ha continuato a calamitare l'attività della domanda".

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