«Il coronavirus può sopravvivere sugli imballaggi»

Lo sostiene uno studio tedesco. In Cina, intanto, crollano le vendite di ortofrutta

«Il coronavirus può sopravvivere sugli imballaggi»
Il coronavirus cinese può riuscire a “sopravvivere" su frutta, verdura o qualsiasi altro alimento fresco? Questa domanda resta ancora senza risposta, perché ad oggi non ci sono studi disponibili. Pare, però, che il nuovo virus letale possa essere in grado di rimanere vivo per diversi giorni a temperatura ambiente su alcuni tipi di materiali d’imballaggio ampiamente utilizzati nel settore dell'ortofrutta, come plastica, carta e legno

A fare luce su questo, fondamentale, tema di sicurezza alimentare è stato uno studio della University Medicine Greifswald (Germania), pubblicato il 31 gennaio scorso sulla rivista scientifica “Journal of Hospital Infection” (clicca qui per consultarlo) e ripreso soltanto ieri dai principali media generalisti del nostro Paese. L'unico modo per debellare il coronavirus dalle superfici degli imballaggi sarebbe, a detta degli studiosi, l'impiego di disinfettanti a base di alcol etilico (etanolo al 62-71%), acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%) o candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%).



Per dirla in modo semplice, secondo i risultati della ricerca, un qualsiasi materiale di carta, plastica, legno ma anche metallo, alluminio, silicone e ceramica potrebbe essere "portatore" di coronavirus. Il nostro ministero della Salute, finora, non ha comunicato questo particolare.

Nel frattempo, in Cina le vendite di prodotti alimentari e ortofrutticoli sono calate vistosamente nel corso delle ultime settimane. In questo momento, uno dei prodotti più penalizzati dagli effetti del coronavirus è la ciliegia del Cile. La preoccupazione delle aziende cilene è altissima. Anche perché, come riporta il quotidiano Diario El Centro, i distributori cinesi devono ancora vendere circa 1.000 container di ciliegie e altri 600 container dovrebbero raggiungere i porti della Cina nelle prossime settimane. Si temono, in particolare, problemi connessi alla svalutazione dei prezzi ma anche alla conservabilità, dal momento che i frutti, una volta arrivati a destinazione, possono mantenersi in buone condizioni per poco tempo.

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