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venerdì 27 marzo 2020


«Non vediamo la luce in fondo al tunnel»

Dopo la lunghissima gelata di questo martedì, il settore frutticolo dell’Emilia-Romagna è purtroppo entrato in un "tunnel senza luce", come spiega a Italiafruit News Walter Monari, direttore del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola.

"Il problema del gelo si va a sommare - sottolinea - a quelli già esistenti delle difficoltà a reperire manodopera per la prossima campagna e delle prevedibili incertezze commerciali. Noi operatori stavamo infatti già preparando la nuova campagna con forti perplessità, a causa del coronavirus. Che ha fatto tornare nei loro Paesi d’origine una buona parte degli operai stranieri dell’Est Europa e del Nord Africa. Diventa quindi difficile programmare la raccolta e il confezionamento dei frutti, ma anche prevedere cosa potrà succedere a livello commerciale. A oggi possiamo solo sperare di non avere un’altra gelata e che si possa sbloccare l’emergenza manodopera in tempi brevi”.

Il Consorzio di Vignola ha programmato di rilevare i danni da gelo durante la prossima settimana, ma le prime sensazioni sono negative specie per quanto riguarda le albicocche e le susine (soprattutto le cino-giapponesi) che si trovano in uno stato vegetativo più avanzato rispetto alle ciliegie e alle pere.  



“Abbiamo preferito posticipare i rilievi in campo per via dell’emergenza sanitaria in corso e del perdurare delle condizioni climatiche avverse - sottolinea Monari - La nostra intenzione è quindi quella di aspettare almeno l’arrivo di due o tre giorni di sole prima di visionare lo stato degli impianti, in modo tale da comprendere meglio la situazione sulle perdite di produzione”.

“Sicuramente ci aspettiamo danni gravi, considerando che le temperature sono andate sottozero per molte ore, dalla tarda serata di lunedì all’alba di martedì, raggiungendo punte negative di 4-5 gradi centigradi - conclude il direttore - Per fortuna, in diverse zone del nostro comprensorio, come ad esempio l’area intorno a Vignola vicina al fiume, sono state misurate minime più alte, di -2 gradi centigradi; per alcune aree, quindi, si può nutrire qualche speranza in più per le ciliegie e le susine europee”. 

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