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venerdì 22 maggio 2020


Ingrosso, altra settimana di calma piatta

Prosegue il periodo di calma piatta nei principali Mercati all’ingrosso italiani, che accusano un livello delle vendite al di sotto delle aspettative, anche se i prezzi, soprattutto della frutta estiva, restano sostenuti a causa di una offerta limitata. E' questo, in estrema sintesi, ciò che emerge dall’analisi “Quick Service” del Monitor Ortofrutta di Agroter che ha approfondito i trend di questi giorni fra i principali mercati ortofrutticoli italiani. Per maggior informazioni sul servizio clicca qui.

Partendo dal Nord, al Mercato ortofrutticolo di Bergamo si percepisce un rallentamento rispetto alle scorse settimane con la clientela che cerca di orientarsi fra le tante primizie a disposizione: “Si presta più attenzione al giusto rapporto qualità prezzo, soprattutto fra la frutta estiva dove non è facile orientarsi fra la moltitudine di varietà e provenienze”, sostiene il direttore del Mercato Andrea Chiodi. Questo si riflette quelle quotazioni che mostrano delle forbici estremamente ampie “la ciliegia è l’esempio lampante - prosegue Chiodi - con prezzi attorno a 11-12 euro il chilo per la merce extra italiana calibro 30+, passando a 6-7 euro il chilo per le ciliegie veronesi alla rinfusa, arrivando anche a 2 euro il chilo per le partite più scarse. Anche nelle albicocche è difficile fare una media. A livello varietale si sono aggiunte Wonder Cot e la vecchia Aurora, con prezzi che partono da un euro fino a sorpassare 3 euro il chilo per le partite migliori".

"Spostandoci al melone, questa settimana si evidenza l’arrivo della prima merce del Nord Italia, con quotazioni sopra 3 euro il chilo per il liscio mantovano. Invece, per quanto riguarda gli ortaggi trend al ribasso, in particolare per il pomodoro grappolo olandese venduto a 60-65 centesimi il chilo, così come per zucchine e melanzane (a cavallo dell’euro il chilo), mentre il peperone si mantiene su valori più alti soprattutto per il rosso quotato fra 2,20 e 2,50 euro il chilo”.



Al Caab di Bologna, dopo un lunedì tutto sommato positivo, la settimana è proseguita su livelli modesti, come racconta ad Italifruit News Wainer Marzola, venditore presso la ditta Agribologna: “Partendo dalle note positive, si notano quotazioni in rialzo per le fragole locali che toccano 3,50 euro il chilo e potrebbero aumentare ulteriormente, favorite da una offerta contenuta ed una buona qualità. Al contrario per le produzioni del Sud Italia, oramai agli sgoccioli, ci si posiziona sui 2 euro il chilo, ed una richiesta in netto calo a causa di problemi di tenuta dei frutti. Invece, nel comparto drupacee si notano prezzi in rialzo soprattutto per le nettarine provenienti dalle regioni del Sud con prezzi superiori a 3 euro il chilo per i calibri più grossi. Anche nelle albicocche i prezzi possono raggiungere valori molto elevati, ma tutto dipende dalla qualità organolettica del frutto, fino ad ora non proprio esaltante; comunque, ci si aggira fra 2-3 euro il chilo”.

“Pure nel comparto ciliegie - sottolinea il venditore - c’è molta variabilità da un giorno all’altro, con i prezzi tendenzialmente in ribasso, soprattutto per la produzione pugliese che aveva delle aspettative evidentemente eccessive rispetto alla richiesta del mercato. Il prodotto di Vignola si difende bene, toccando punte di 8 euro il chilo, e fra le varietà oltre a Bigarreaux si intravede Giorgia. Comunque, in generale i prezzi sono alti più per una carenza dell’offerta che un aumento della domanda, che ad oggi è piuttosto tranquilla in termini di acquisti”.

Spostandoci al Car di Roma, il grossista Riccardo Pompei esprime un giudizio in linea con i colleghi del Nord Italia: “Non è stata una settimana esaltante, con alcuni articoli in netto calo come le pesche, che hanno subito anche perdite di un euro il chilo, a causa di un aumento dei volumi immessi sul mercato. Per le nettarine le quotazioni tengono, ma prevedo che potranno abbassarsi la prossima settimana. Per il resto si confermano gli alti e bassi di ciliegie ed albicocche, con oscillazioni marcate nelle quotazioni, al pari del melone, che si vende sopra 2 euro il chilo solo se è buono, altrimenti risulta invendibile. Infine, buon ingresso per le fragole del Nord Italia, con prezzi di vendita prossimi a 3,50 euro il chilo”.

Infine, prosegue il periodo negativo al Mercato di Vittoria con quotazioni in calo ed una domanda poco ricettiva: "i prezzi degli ortaggi sono in prevalenza al di sotto dell'euro il chilo - spiega il grossistat Giorgio Puccia - con quote di prodotto destinate all'industria o rimaste invendute. Il pomodoro a grappolo oscilla fra 0,40 e 0,80 euro il chilo, il ciliegino addirittura da 0,30 a 1,40 euro il chilo, e poco meglio per il datterino che oscilla fra 0,80 fino ad un massimo di 1,60 euro il chilo. Anche  per melanzane, zucchine e peperoni, trend in calo, mentre il melone è l'unica referenza che si mantiene su valori interessanti arrivando fino a 1,40 euro il chilo".

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