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mercoledì 26 agosto 2020


«Pere, quantità giuste per fare reddito»

E’ iniziata sotto il segno del maltempo la raccolta delle pere Abate Fetel nel Modenese. Domenica scorsa, infatti, una violenta grandinata ha colpito duro i pereti di una vasta fascia che da Campogalliano nord si allunga verso Soliera, Carpi sud, Gargallo e San Martino in Rio. La conta dei danni da parte delle associazioni agricole è appena partita. 

“La grandine vicino al momento della raccolta provoca sempre gravi danni, in quanto qualsiasi segno sulla buccia determina l’impossibilità di conservare il frutto. Per fortuna, la maggioranza delle aziende agricole colpite dall’evento eccezionale erano assicurate contro la grandine e il vento, una scelta imprenditoriale molta diffusa nel territorio Modenese”, commenta a Italiafruit News Adriano Aldrovandi, importante frutticoltore di Carpi che ha iniziato a staccare i primi frutti di Abate Fetel nella giornata di lunedì 24 agosto.  


Adriano Aldrovandi

“La finestra di raccolta della varietà durerà all’incirca 15 giorni - specifica - Qui nel Modenese i volumi dell’annata, tanto per l’Abate quanto per le altre cultivar, si attesteranno su un livello medio-scarso rispetto alla media dell’ultimo decennio, senza considerare la disastrosa annata del 2019. Questa situazione è condizionata dalle gelate primaverili, da tre o quattro grandinate (compresa l’ultima) che hanno interessato il comprensorio durante l’estate, ma anche dalla maculatura bruna che fa sempre più soffrire noi pericoltori e dalla cimice asiatica, che ha provocato finora molti meno danni rispetto al 2019 ma è comunque presente sul territorio”.

In pratica sarà una delle campagne pericole più scariche degli ultimi dieci anni. “In questi giorni di raccolta dell'Abate, in particolare, c'è una grandissima preoccupazione nei confronti della maculatura bruna, visto che un numero crescente di aziende agricole modenesi non sta riuscendo a contenerla. Malgrado tutte le problematiche che quotidianamente dobbiamo affrontare noi produttori, vediamo comunque il bicchiere mezzo pieno - conclude Aldrovandi - Le quantità dovrebbero infatti essere giuste per poter garantire una remunerazione adeguata sia al produttore che al distributore”.

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