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martedì 1 settembre 2020


Continua il maltempo, l'aggiornamento dal Veneto

Dopo il nubifragio di domenica 23 agosto, che aveva già causato alcuni milioni di euro di danni all'ortofrutticoltura del Veneto, le due province di Vicenza e Verona sono di nuovo finite sott’acqua negli ultimi giorni. Come abbiamo scritto nel numero di ieri, infatti, nello scorso weekend una tromba d’aria accompagnata da grandine (con chicchi grandi come palline da tennis) e pioggia si è abbattuta su numerose zone della Regione, radendo al suolo diversi frutteti, vigneti e provocando danni molto ingenti alle strutture agricole. Ma anche nel pomeriggio e nella serata di ieri, il maltempo ha colpito duro diverse aree del territorio veneto, quindi la conta delle perdite è in continuo aggiornamento.

“Dalle uve per la produzione del vino Bardolino al Soave, passando per kiwi, mele, cereali e ortaggi, nulla si è salvato nelle aree più colpite dal maltempo”, ha reso noto, ieri, l’organizzazione agricola Copagri a seguito dell’ennesima bomba d’acqua. In base alle segnalazioni degli agricoltori pare che la zona più interessata dal maltempo sia stata la provincia di Verona. “Nell’est Veronese - specifica la stessa confederazione - il comune di Montecchia di Crosara è stato flagellato da vento e grandine. La grande forza del vento ha causato pesanti danni anche a Soave, Fittà, Illasi e Mezzane, dove ha buttato per terra interi filari di viti, tranciando gli ancoraggi degli impianti. Un disastro analogo si è verificato anche a Lavagno e Caldiero, così come a Zevio, dove sono state colpite mele e pere”.


Frutteto sradicato dal terreno in provincia di Verona

La grave situazione in cui versa l’agricoltura veronese è stata confermata - sempre ieri - da Michele Marani, direttore di Consorzio di difesa Codive: “In alcuni territori si profilano perdite totali della produzione”, ha detto al quotidiano locale L’Arena“I danni stimati in diversi milioni di euro vanno ad aggiungersi al conto già salato pagato nelle scorse settimane da una zona particolarmente vocata, che rischia ora serie ripercussioni, anche a livello di indotto”, ha avvertito da parte sua Franco Verrascina, presidente nazionale della Copagri.

“L’abbiamo detto di recente e lo ripetiamo - ha aggiunto Carlo Giulietti, presidente della Copagri Veneto - Non ci vogliamo rassegnare ed abituare a pensare che questo tipo di eventi, complici le sempre più evidenti ripercussioni dei cambiamenti climatici, possa diventare la normalità; proprio per questo riteniamo prioritario mettere in campo degli investimenti concreti per tutelare i produttori che hanno visto i propri vigneti e frutteti quasi completamente rasi al suolo e hanno così perso interi raccolti”.


Impianto di meloni completamente distrutto a Roncolevà

Anche Andrea Lavagnoli, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Verona, che ha già raccolto decine di segnalazioni di danni dai propri associati, si dichiara molto preoccupato: “Siamo in presenza di un cambiamento radicale negli eventi atmosferici sempre più concentrati sui territori e sempre più dannosi. Non a caso ogni volta che accade un fortunale, il maltempo è a macchia di leopardo. Anche in questa occasione è stata colpita tutta la provincia: i danni più ingenti sono di tipo strutturale per la presenza di raffiche di vento e trombe d’aria: abbattimenti di impianti antigrandine, tunnel freddi divelti, capannoni scoperchiati”.

Secondo Lavagnoli vanno subito messe in atto misure di difesa per evitare perdite consistenti: “Sono pochissime le assicurazioni che sono in grado di dare garanzie assicurative, se non con franchigie estremamente alte o con premi molto alti, per quanto riguarda le strutture non fisse tipo i tunnel freddi - ha concluso - Bisogna rivedere i parametri per il risarcimento danni, perché non si può coprire più solo la produzione, ma anche i danni strutturali che possono essere molto ingenti”.

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