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giovedì 26 novembre 2020


Agrumi, Agrocepi: attivare il sistema dei ritiri dal mercato

Il vicepresidente nazionale dell'organizzazione Agrocepi, Cristian Vocaturi, di concerto con il presidente Corrado Martinangelo, ha inviato ieri una missiva alla ministra Teresa Bellanova sulla crisi agrumicola, classificandola come "la più drammatica crisi finora mai registrata".

“La lettera alla Ministra - dice Vocaturi, membro del tavolo ortofrutticolo nazionale - ha voluto sottolineare innanzitutto l’emergenza clima, con il susseguirsi di eventi atmosferici avversi, tra cui il gravoso problema della siccità che si sussegue costantemente da giugno, connessa inoltre alle alte temperature che si sono protratte fino in autunno, comportando evidenti ritardi nella maturazione. Tale situazione comporta il non accrescimento e la parziale colorazione dei frutti, che fanno emergere frutti di piccola pezzatura e ben poco colorati. Ciò determina una difficile e precaria collocazione dei suddetti prodotti sul mercato nazionale, europeo ed internazionale.”

Vocaturi sottolinea inoltre la gravità dell’emergenza per "la crisi economica generata dalla pandemia, le limitazioni personali e degli esercizi commerciali della ristorazione, le chiusure dei Centri commerciali durante il weekend, che hanno provocato una forte contrazione della domanda dei consumatori, con un evidente rialzo della preferenza di agrumi provenienti da altri Paesi europei (ad esempio la Spagna) ed extraeuropei (Sudafrica), venduti a prezzi nettamente più economici".

“Come Agrocepi, abbiamo chiesto un aiuto concreto e sostanziale, sufficiente se non altro a coprire i costi di produzione. Abbiamo puntato su più proposte. La materia del calo dei redditi andrebbe concretamente affrontata attraverso fondi mutualistici, concedendo anche alle Regioni di cofinanziare gli interventi, limitando così i costi a carico del privato". Agrocepi propone poi "la possibilità di ritirare dal mercato, come già sperimentato con regolamento comunitario eccezionale approvato in occasione dell’embargo russo, una parte di prodotto di piccola pezzatura, destinando lo stesso, principalmente, agli enti benefici, ma anche verso altre destinazioni ad uso non alimentare (biomassa e/o compostaggio), e di far divenire questa misura, ordinaria e non del tutto eccezionale come lo è stato". Inoltre si ritiene utile "definire anche per il settore agrumicolo i ristori inquadrati nell'art 22 del Dl 149/2020 cd Ristori bis, semplificando le procedure inerenti al solo calo dei fatturati”.

“Per queste motivazioni - conclude Vocaturi - per evitare speculazioni, sarebbe opportuno convocare il Tavolo nazionale ortofrutticolo dove includere la partecipazione attiva anche della Gdo”.

Fonte: Ufficio stampa Agrocepi 
 


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