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giovedì 27 marzo 2014


PD E GOVERNO LITIGANO SUI SUCCHI DI FRUTTA, LA PERCENTUALE MINIMA RESTA AL 12%

La commissione Politiche Ue della Camera ha bocciato l'emendamento del Pd alla legge comunitaria che porta al 20% il minimo di frutta (attualmente il 12%) nelle bevande analcoliche a base di frutta prodotte e commercializzate in Italia. Viene così eliminato l'effetto dell'emendamento Pd che innalzava la quantità minima già approvato a gennaio, contro il parere del governo Letta che venne battuto in commissione Agricoltura.

Nei giorni scorsi, il sottosegretario Sandro Gozi aveva reso a sorpresa parere contrario sull'emendamento del Pd che innalzava la quantità minima di frutta che deve essere contenuta nei succhi prodotti in Italia. Un no che aveva mandato su tutte le furie i deputati del Pd. L'emendamento ieri è stato bocciato, scatenando le protese dei democratici.

Dure le critiche nei confronti del ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina: "Martina è il ministro delle Politiche agricole o delle multinazionali? E' singolare che invece di difendere gli interessi dei nostri agricoltori e consumatori, il ministro sulla quota di frutta nei succhi preferisca tutelare le grandi aziende e vada contro il voto espresso dalla commissione Agricoltura su impulso proprio del Pd", sostiene Michele Anzaldi.   

E' doveroso ricordare che l'ex ministro Balduzzi aveva definito la norma incompatibile con le disposizioni europee, visto che la stessa Commissione europea la riteneva lesiva delle norme comunitarie in materia di libera circolazione delle merci. Infatti "la media Ue è del 5%", ricorda Assobibe. "Una scelta che non esiste in nessun Paese che non sembra andare in una direzione di rilancio di imprese ed economia".

Dura la reazione della Coldiretti: "Dobbiamo prendere atto che le più bieche lobby industriali sono riuscite ad avere il sopravvento sulla logica della salute e della qualità - ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell'evidenziare che la decisione del Parlamento "getta nella più assoluta prostrazione i produttori di frutta, soprattutto del meridione, e danneggia i consumatori italiani, in particolare i bambini che avrebbero diritto ad alimenti di qualità superiore".

La Cia si dice "scontenta" della bocciature ma fa presente che la decisione spetta comunque alla Ue. "La questione – spiega la Cia in uan nota - sempre abbastanza controversa, è e rimane europea. La palla deve passare a Bruxelles dove va deciso un provvedimento comune che riguardi tutti i 28 paesi membri".

Fonte: Ansa – Coldiretti – Cia


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