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giovedì 10 settembre 2015


Mangiare fuori casa costa di più, IV gamma e zuppe ne approfittano

Mangiare al bar, al self-service o in mensa costa in media quasi 300 euro al mese, il 144% in più rispetto a quanto si pagava 14 anni fa: ecco allora che, complice la crisi che ha solo leggermente allentato la presa, dipendenti e collaboratori delle aziende tornano a portarsi il cibo da casa. O, in alternativa, optano per insalate preconfezionate, con incluse le posate di plastica e i condimenti, fino alle zuppe o alle ciotole che nei supermercati occupano sempre più spazio nei banchi frigo. 
Lo scrive Osserva Italia di Repubblica.it, sulla base dei dati di un recente studio condotto da Federconsumatori, nello stesso giorno in cui Aiipa, in un comunicato, sottolinea la crescita degli acquisti di ortaggi di IV gamma in Italia nei primi sei mesi del 2015. Un segno più che conferma il trend positivo che si era riscontrato già negli ultimi mesi del 2014.

Secondo i dati Nielsen, si è assistito ad una crescita delle vendite a valore del +3,2% e a volume del +2,9% rispetto al semestre precedente, sintomo di una significativa ripresa della richiesta di questi prodotti da parte delle famiglie italiane.

“I prodotti di IV gamma non possono mancare sugli scaffali dei punti vendita e fanno parte sempre più spesso degli acquisti “programmati” dal consumatore”, commenta Massimiliano Ceccarini, general manager di Sipo. “Il successo della categoria è legato ai diversi vantaggi che offre: un prodotto fresco e pronto per il consumo, che non necessita di ulteriori lavaggi, equiparabile dal punto di vista nutrizionale all’ortofrutta fresca tradizionale preparata in ambito domestico e inoltre l’offerta di un’ampia gamma di mix e formati che incontra le esigenze di tipologie di consumatori diversi, riducendo al minimo gli sprechi”.

Il buon momento di insalate, primi piatti pronti e zuppe fresche era stato "certificato" nelle scorse settimane a Italiafruit News da Valerie Hoff de La Linea Verde (cliccare qui per leggere) e Martina Boromello di Ortoromi (cliccare qui): un progresso che la carenza di offerta di lattughe e radicchi di questo periodo non ha intaccato.

Intanto la categoria ha preso atto dell’entrata in vigore della legge 77/2011, normativa che da metà agosto detta disposizioni su aspetti determinanti per la sicurezza e la qualità del fresco confezionato pronto al consumo.

Per Luciano Di Pastina, presidente di San Lidano, "la nuova legge potrà dare un nuovo impulso alla categoria: la IV gamma beneficerà di disposizioni che andranno a tutelare maggiormente il consumatore. Le informazioni in etichetta saranno più chiare e omogenee e la qualità stessa dei prodotti sarà più tutelata grazie ad una maggiore garanzia del mantenimento della catena del freddo. Qualità e trasparenza nelle attività di tutta la filiera sono un mix ideale per aiutare le vendite. Auspico – e Aiipa IV Gamma sta già lavorando in questo senso – che l’industria e la distribuzione collaborino per trasferire al meglio al consumatore tutti i vantaggi che questa categoria, anche grazie alle nuove regole, è in grado di offrire in termini di qualità di prodotto e garanzie”.


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