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giovedì 6 settembre 2018


Non si è mai troppo anziani per la dieta mediterranea

Ancel Keys, il biologo americano che scoprì la dieta mediterranea, è vissuto fino all'età di 100 anni. Già questo basterebbe forse per rimarcare l'impatto benefico sull'aspettativa di vita che diversi studi negli anni hanno associato a questo regime alimentare - a base di cereali, legumi, verdura, frutta, pasta, olio d'oliva, pesce, con ridotto consumo di carne e di formaggi - diffuso nelle regioni che si affacciano sul Mediterraneo. Ora però una nuova ricerca ci dice non solo che la dieta mediterranea è un elisir di lunga vita, ma che non si è mai troppo anziani per iniziarla.

Lo studio, condotto dal dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell'Istituto Neurologico Mediterraneo Pozzilli (Neuromed), è stato pubblicato sul British Journal of Nutrition ed è forte dei dati raccolti attraverso l'osservazione di cinquemila soggetti d'età superiore ai 65 anni, seguiti per otto anni. È una parte del campione che ha partecipato al Moli-sani study, un ampio programma di ricerca iniziato nel 2005 per indagare i possibili fattori genetici e ambientali alla base di malattie cardiovascolari, cancro e patologie degenerative: lo studio ha riguardato 25mila cittadini del Molise, trasformando un'intera regione in un grande laboratorio. In aggiunta ai dati "molisani", il team del Neuromed ha passato in rassegna anche altri studi epidemiologici pubblicati in altri Paesi, per un totale di circa 12mila soggetti esaminati.

"La nostra ricerca indica chiaramente - dicono i ricercatori - che la dieta mediterranea è un autentico scudo salvavita, capace di ridurre in modo significativo il rischio di mortalità nella popolazione anziana". Nei soggetti che seguono questo regime alimentare è stato riscontrato un calo del 25 per cento delle cause di morte. E l'effetto è progressivo. "Più il nostro regime alimentare rispecchia la dieta mediterranea tradizionale, maggiore è il 'guadagno' in termini di riduzione del rischio di mortalità" spiega Licia Iacoviello, responsabile del laboratorio di Epidemiologia molecolare e nutrizionale del Neuromed. 

Gli effetti benefici della dieta mediterranea sono associati a un alto consumo di grassi monoinsaturi, presenti nell'olio d'oliva, e di pesce, ma non va trascurato neanche il ruolo del vino durante i pasti. "I nostri dati confermano quello che era stato già osservato in molti studi epidemiologici e metabolici, ovvero che un moderato consumo di bevande alcoliche, se inserito nel contesto dei cibi mediterranei, rappresenta un fattore protettivo per la nostra salute" commenta Marialaura Bonaccio, prima autrice dello studio.

Da qui gli scienziati rilanciano ruolo e importanza della dieta mediterranea. "I dati dicono che nel giro di pochi anni gli over 65 rappresenteranno circa un quarto della popolazione europea. È necessario studiare e individuare i fattori che non solo aiutano a vivere più a lungo, ma che aiutano anche a vivere bene - dice Giovanni De Gaetano, direttore del dipartimento di Epidemiologia del Neuromed - Dobbiamo aggiungere vita agli anni, non solo anni alla vita. Il nostro studio offre basi robuste per promuovere un regime alimentare salutare ispirato ai principi della dieta mediterranea, anche tra le persone più anziane".

Fonte: Repubblica.it 
 


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