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mercoledì 9 settembre 2020


Suglia: «La politica aiuti concretamente il settore»

Il presidente di Apeo, Giacomo Suglia (in foto), ha inviato una lettera aperta ai candidati alle elezioni
regionali in Puglia. “L’agricoltura italiana – scrive Suglia - è un settore molto particolare, produce cibo per tutti e deve essere accessibile a tutti i ceti sociali. Noi italiani siamo il Paese con il più alto numero di marchi comunitari riconosciuti, che valorizzano il grande bagaglio tecnico dei nostri produttori, la sensibilità verso l’ambiente (siamo il Paese più ‘green’) e siamo l’unico settore da sempre 'in rosa' per via delle numerose maestranze femminili, tutto questo coronato da un grande valore: l’etica".

"A livello politico chi ha il privilegio di avere incarichi nel nostro settore, deve sentirsi fiero di
rappresentare un mondo immenso, che genera un indotto importante a monte e a valle, distribuendo valore lungo una filiera che va dai vivai, alla agro-chimica, alla logistica-trasporti, alle macchine e tecnologie di confezionamento e imballaggio. Senza dimenticare il contributo all’economia e al benessere dei territori in particolare del Sud Italia in termini di occupazione e giornate di lavoro. Senza le produzioni agricole, non esisterebbe l’agroalimentare che esporta il made in Italy in tutto il mondo. Nel secondo Dopoguerra l’Italia è rinata e ha costruito il proprio benessere puntando sull’agricoltura, settore oggi messo in grande difficoltà da scelte a volte poco illuminanti!"

A chi ci chiede oggi il voto, vorremmo ricordare che cosi come siamo attivi 365 giorni l’anno nelle produzioni, per lo stesso periodo siamo anche disponibili a confronti periodici per meglio costruire un futuro verso una migliore qualità della vita economica, finanziaria, occupazionale ed etica!
L’agricoltura pugliese ed italiana hanno bisogno di avere più libertà di azione, eliminando parte della burocrazia costosa ed inutile, avere possibilità di poter esportare i nostri pregiati prodotti in tutto il mondo. Quindi bisogna impegnarsi per rivedere l’embargo russo, che ci ha privato di un mercato per noi strategico; dobbiamo essere maggiormente competitivi in un mercato sempre più attento alla qualità organolettica dei prodotti ma dove il prezzo, a causa della crisi economica, è tornato ad essere la vera discriminante nelle scelte di acquisto.

Per un concreto rilancio del nostro export, serve una svolta politico-diplomatica del nostro paese che supporti concretamente le nostre imprese nell’apertura dei nuovi mercati dell’Asia, dell’Estremo Oriente e del Centro America. Così come attendiamo un progetto di rilancio dei consumi nazionali che riconosca all’ortofrutta il ruolo e i benefici per la salute dei consumatori in un quadro di sicurezza alimentare e di Dieta mediterranea.
La nostra ortofrutta è campione di qualità, salubrità e sicurezza fitosanitaria. Valori che non sempre ci vengono riconosciuti dal mercato: chiediamo alla politica di supportarci concretamente con fatti concreti, non con vaghe promesse.

I provvedimenti emergenziali post-Covid ci hanno penalizzato. La misura “Decontribuzione Sud”, uno sconto del 30% dei contributi previdenziali e assistenziali per tutti i dipendenti nelle aree più svantaggiate del Paese, ha escluso ingiustamente l’agricoltura. L’ortofrutta nello specifico è stata ugualmente esclusa da analogo provvedimento di riduzione del costo del lavoro previsto dal DL Rilancio (426 milioni di esoneri contributivi previdenziali e assistenziali). Scelte che non trovano una giustificazione logica. Scelte che vanno nella direzione contraria a quello che noi da sempre chiediamo: rafforzare la competitività delle nostre imprese.
Su queste scelte valuteremo l’azione dei nostri politici a livello regionale, sulla volontà di sostenere concretamente l’agricoltura e l’ortofrutta in un mondo in continua evoluzione”, conclude Suglia.

Fonte: Ufficio stampa Apeo


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