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martedì 27 ottobre 2020


Agrofarmaci, il Mancozeb verso la revoca

Un'altra molecola in meno per la difesa delle colture arboree. Nella sua ultima riunione, lo Standing Committee (Scopaff) dell'Ue ha infatti adottato un regolamento di non-inclusione per il fungicida ad ampio spettro Mancozeb, nonostante la richiesta degli Stati Membri di continuare a discutere e considerare un dossier di deroga. E’ stato concesso un periodo di moratoria di sei mesi per la vendita e distribuzione più altri sei mesi per l’impiego. 

“Numerosi vizi procedurali hanno negativamente influenzato il processo di rinnovo del Mancozeb”, spiega Upl Italia, azienda che produce la molecola nel sottolineare che “la Grecia aveva finalizzato la propria verifica di informazioni scientifiche, determinanti per il rinnovo del Mancozeb e non valutate dal precedente Paese relatore (Regno Unito), giungendo alla conclusione chiave dell’identificazione di un uso sicuro per la salute umana. Con questo uso sicuro, identificato nel Rapporto della Grecia, sarebbe stata possibile un’approvazione con restrizioni del Mancozeb. Il dossier di deroga era infatti stato preparato ed era pronto per la presentazione, avendo identificato innumerevoli combinazioni di coltura/avversità/Paese per le quali, al momento, non esistono alternative al Mancozeb. Nonostante tutto ciò, la Commissione ha deciso unilateralmente di non chiedere alla Task Force di presentare questo dossier”.

La Commissione europea ha inoltre ulteriormente deviato dalla procedura in quanto non c’è stata alcuna revisione paritetica (peer review) della valutazione della Grecia, a fronte di un aggiornamento del rapporto di valutazione originale redatto dal Regno Unito. Peraltro, la Commissione non ha neppure formalmente richiesto all’Efsa di aggiornare la propria scientific opinion in accordo alle nuove evidenze.



Il periodo di moratoria decorrerà presumibilmente da inizio gennaio 2021 e, nello specifico, dipenderà dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea della decisione della Commissione e dalla data della sua entrata in vigore. “Il Mancozeb potrà essere venduto ed impiegato nell’Ue come conseguenza del periodo di moratoria previsto nella decisione di non-rinnovo. Nella maggioranza degli Stati Membri non sarà pertanto messo in discussione l’utilizzo in campo dei prodotti a base Mancozeb per la prossima stagione agraria - assicura Upl Italia - Al momento, il limite massimo di residuo ammesso per il Mancozeb resta invariato. La Task Force continuerà a fornire ulteriori aggiornamenti sugli sviluppi futuri e considererà, ora, tutte le possibili opzioni alternative al fine di assicurare che gli agricoltori europei possano continuare ad avere a disposizione questo indispensabile ed imprescindibile strumento per la prevenzione e gestione delle resistenze”.

Bergami (Confagricoltura): scelta gravissima per il futuro delle pomacee
La decisione comunitaria desta comunque grande preoccupazione in ottica futura, in quanto il Mancozeb è una molecola a basso costo che viene largamente impiegata per fronteggiare funghi come la ticchiolatura del melo e la maculatura bruna del pero. “La politica europea continua ad eliminare molecole di grande efficacia senza valutare gli impatti economici ed agronomici di tali scelte”, la critica di Albano Bergami, presidente della sezione frutticola nazionale di Confagricoltura. “Tutto ciò fa parte del disegno prestabilito della strategia Farm to Fork, con la quale l’Ue intende raggiungere entro il 2030 gli obiettivi della riduzione del 50% dell’utilizzo degli agrofarmaci e dell’aumento delle superfici biologiche del 25%. Il problema è che si tagliano principi attivi largamente utilizzati senza nemmeno aver valutato e trovato alternative ugualmente efficaci”, quindi a pagare saranno i frutticoltori. 

“Adottare un regolamento di non-inclusione per il Mancozeb è una scelta gravissima per la frutticoltura italiana - conclude Bergami - in quanto stiamo parlando di uno dei pochissimi fungicidi ad ampio spettro attualmente impiegabili, che impedisce quindi l’insorgenza di resistenze da parte dei funghi patogeni. Ciò rischia inevitabilmente di allontanare dal settore i produttori di frutta”. 

Albano Bergami

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