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martedì 16 febbraio 2021


«Farm to Fork, condividiamo i principi ma non gli obiettivi»

Il dibattito su emergenze sanitarie, strategia "Farm to Fork" e nuove tecnologie genetiche (No-Ogm), tre argomenti strettamente correlati fra loro, si arricchisce di un nuovo e illustre contributo. Quello di Alberto Ancora, presidente di Federchimica-Agrofarma che, nei giorni scorsi, ci ha scritto una lettera per avanzare la posizione dell’associazione dopo i diversi interventi - pubblicati dalla nostra testata - di qualificati addetti ai lavori: da Albano Bergami (Confagricoltura) a Paolo Carnemolla (FederBio Servizi), dall’onorevole Paolo De Castro al professore Angelo Frascarelli (Università di Perugia).

Nel testo, che riportiamo integralmente qui sotto, Ancora tiene ad evidenziare l’importanza di uno sviluppo integrato all’insegna di scienza e innovazione per la difesa dei raccolti di ortofrutta. 

Abbiamo letto con interesse l’interessante dibattito apertosi sul tema delle emergenze fitosanitarie, che, come sappiamo, non cessa di mettere a dura prova la stabilità delle imprese ortofrutticole e la continuità produttiva dei raccolti. Le aziende del comparto si devono confrontare, oggi più che mai, con minacce di crescente intensità e frequenza, certamente acuite dal cambiamento climatico, i cui effetti contribuiscono ed influenzano lo sviluppo dei patogeni nelle colture. 

La preoccupazione per la mancanza di un numero sufficiente di soluzioni in difesa delle colture è quanto mai attuale e urgente, ed è una preoccupazione che, come Associazione, non possiamo che condividere e ribadire con forza, soprattutto alla luce di una normativa di settore, italiana ed europea, sempre più stringente, a volte senza tenere in debita considerazione le possibili conseguenze derivanti da un approccio più ideologico che scientifico. Va ricordato, infatti, che nell’arco di quasi vent’anni la disponibilità di sostanze attive a disposizione degli agricoltori si è ridotta di quasi il 70%, passando da circa mille sostanze attive autorizzate nel 1993 a poco più di trecento nel 2019.

Nonostante, infatti, i grandi passi avanti del comparto fitosanitario in termini di maggior efficacia e minor impatto dei prodotti, lo scenario in cui le imprese si trovano ad operare in Italia vede, da un lato, la presenza di numerosi protocolli pubblici e privati volti ad un’ulteriore selezione delle sostanze attive utilizzabili in agricoltura, dall’altro, una demonizzazione ingiustificata dei mezzi tecnici nei confronti dell’opinione pubblica.

Per cercare di rispondere alle criticità date dalla riduzione delle sostanze utilizzabili e dalla crescita degli attacchi parassitari, le imprese del comparto agrofarmaceutico investono ingenti risorse sia nella ricerca di nuove soluzioni per la lotta ai patogeni, sia nel mantenimento di quanto ad oggi già disponibile, che, per poter rimanere sul mercato, deve rispondere a standard valutativi e criteri di impiego sempre più restrittivi e rigorosi. 

Il 6% del fatturato totale dell’industria degli agrofarmaci in Italia, è dedicato a iniziative di Ricerca e Sviluppo, per un equivalente di circa 60 milioni di euro all’anno, contro una media, secondo i dati Istat, pari all’1% nel comparto industriale. Tali investimenti, però, hanno bisogno di una normativa certa e duratura, basata su criteri scientifici, che offra agli operatori del comparto una prospettiva di sviluppo chiara e chiari criteri di utilizzo delle proprie risorse economiche, umane e progettuali. 

In questo senso crediamo sia importante che tutti gli operatori del settore lavorino insieme per un’attuazione realistica e sostenibile delle nuove strategie europee. Come Agrofarma, infatti, condividiamo appieno i principi della strategia “Farm to Fork”, ma non gli obiettivi quantitativi fissati, in quanto riteniamo che la sostenibilità in agricoltura non possa essere raggiunta attraverso una semplice riduzione degli input chimici, quanto, piuttosto, attraverso la promozione dell’innovazione e l’utilizzo combinato di tutte le tecnologie a disposizione per un approccio sempre più integrato. 

Il rispetto dell’ambiente, in un’ottica di lungo periodo, non può che passare dalla collaborazione virtuosa tra modelli diversi di sviluppo e difesa delle piante, favorendo il dialogo e la sinergia tra tutti gli attori del comparto per una risposta di sistema alle criticità - ma anche alle grandi opportunità - che ci aspettano. 

Alberto Ancora
Presidente Federchimica – Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica

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