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Asparagi, precocità record grazie alle acque termali

C'è chi utilizza il riscaldamento elettrico e chi l'acqua termale: le strade per ottenere asparagi precoci sono diverse ma i risultati, a quanto pare, sorridono a chi le percorre. A Caldiero, in provincia di Verona, città nota per le terme di Giunone, la Società Agricola Cengiarotti Luigina e Marangoni Anacleto ha ottenuto i primi turioni circa un mese prima di quanto accade normalmente nel resto dell'areale "sfruttando" le falde acquifere dalle temperature più elevate della media. Questo - sommato al fatto che l'azienda utilizza doppi tunnel per preservare il caldo  - permette ai produttori di portare a casa il raccolto d'esordio già a febbraio. E di chiudere la stagione più tardi, all'inizio dell'estate.



Sono circa sette gli ettari di terreno dedicati all'ortaggio, sia in versione verde che bianca (prevalente) e i produttori hanno iniziato a vendere gli asparagi nei mercatini a km zero di Coldiretti già dalla metà del mese scorso. 

"Li coltiviamo da 20 anni e le superfici sono in progressiva espansione", ha spiegato la titolare Lugina Cengiarotti al quotidiano L'Arena. "Poter far affidamento su tempi di raccolta diversi costituisce un vantaggio sotto tutti i punti di vista". Le fonti di calore geotermiche, insomma, sono un valore aggiunto, per questa coltura, come Italiafruit News ha evidenziato anche in altri articoli.



Gli investimenti, nella provincia veneta, sono in lieve ascesa: nel 2017 gli ettari dedicati agli asparagi erano 342 e le aziende produttrici 198, nel 2018 sono arrivate rispettivamente a 350 e 201, e lo scorso anno si sono attestati a 365 ettari, con 207 produttori. L'asparago è seguito in varie aree della pianura, con concentrazioni rilevanti a Mambrotta ed Arcole e produttori con vaste estensioni anche nella Pianura scaligera, la cosidetta "Bassa" veronese.

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