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venerdì 16 aprile 2021


«Macfrut si fa in presenza al 99%»

L'apertura del Governo Draghi porta ottimismo all'intero del panorama fieristico. Renzo Piraccini, presidente di Macfrut - fiera dell'ortofrutta in programma dal 7 al 9 settembre 2021 a Rimini - accoglie con favore la richiesta del Premier, fatta al ministro Garavaglia, titolare del dicastero del Turismo, di realizzare un piano per la riapertura delle fiere e degli eventi. "In Italia ci sono tanti eventi fieristici importanti tra maggio e novembre prossimi e bisogna andare molto svelti, sennò perdiamo la stagione estiva. Stiamo guardando al futuro delle prossime settimane, penso che sia il miglior modo per rassicurare il Paese", ha dichiarato Mario Draghi nei giorni scorsi. Parole che hanno rasserenato l'ambiente dopo alcuni mesi d’incertezza.

Come presidente dell'ente organizzatore quante possibilità vi date oggi, se dovesse pensare a una percentuale, per fare il Macfrut fisico a settembre?
Sono sicuro al 99%. In Italia la riapertura delle manifestazioni in presenza dovrebbe avvenire a luglio, e a settembre gran parte della popolazione europea sarà vaccinata. Sempre nel mese di settembre, è prevista la ripresa dell’attività fieristica internazionale. Riteniamo quindi che Macfrut si potrà certamente svolgere. Oggi non vediamo grossi problemi.

Voi siete un po' il termometro delle aziende della filiera italiana dell’ortofrutta. Alle imprese sta mancando la vostra fiera fisica?
Macfrut manca tantissimo a tutta la filiera, in quanto i rapporti commerciali sono prima di tutti umani. Oggi c’è un grande bisogno degli operatori di riallacciare le relazioni in presenza. E questo vale non solo per le aziende italiane, da sempre molto vicine a noi, ma anche per quelle estere di tutto il mondo. Non a caso, quest’anno il 90% degli espositori ha scelto di non ritirare gli acconti, un segnale molto bello per noi.

Sulla prossima edizione siamo quindi molto ottimismi. Anzi, mi sento di dire quasi euforici perché è da oltre un anno che non si svolgono fiere internazionali e Macfrut sarà il primo grande evento globale. Stiamo riscontrando un forte interesse anche da parte di operatori di Paesi che mai si erano avvicinati al Macfrut, come il Sudafrica. Il nostro asso nella manica rimane la Cina, che ci ha già dato una spinta tremenda durante il Macfrut Digital del 2020. Pensiamo inoltre che la sinergia con FierAvicola sarà un ulteriore elemento di attrazione: riusciremo, infatti, a creare un grande polo dell’agribusiness internazionale.



La prossima edizione di Macfrut, la 37esima in assoluto, potrà comunque essere svolta anche solo in digitale. Giusto?
Certo. A tutti gli espositori presenti in fiera garantiremo anche uno stand digitale sulla piattaforma di Macfrut Digital, compreso nel pacchetto e quindi senza alcun sovrapprezzo. Ciò non toglie che chi intenderà partecipare solo digitalmente, lo potrà fare. Macfrut Digital per noi non è mai stato un piano B, ma è un progetto innovativo che può rispondere meglio alle esigenze di internazionalizzazione. Un modello che potremmo continuare a utilizzare anche nelle edizioni successive a quella di quest’anno. Nel 2020 altre fiere internazionali dell’ortofrutta hanno proposto market place, noi siamo stati gli unici ad avere organizzato una vera fiera digitale. Che, oltre ad aver ottenuto un buonissimo riscontro (con 520 espositori e 18mila visitatori da 152 Paesi), ci ha consentito di salvare il bilancio di Cesena Fiera. Abbiamo chiuso l’esercizio 2020 con un utile netto di 80mila euro, un risultato che fa di Cesena Fiera un unicum nel panorama fieristico italiano, entrato in forte crisi con la pandemia. 

Ci ricorda, in sintesi, quali saranno la particolarità della prossima edizione d’inizio settembre?
Una delle novità è l'Italian Retailer Business Lounge, un’area dedicata agli incontri con la grande distribuzioni italiana che sarà organizzata in collaborazione con Agroter. Riporteremo inoltre in Italia l’Asparagus Days, evento sull’asparago giunto alla quarta edizione. Ma l’innovazione forse più importante è il The Cina Day che si terrà online il giorno prima dell’apertura della fiera, lunedì 6 settembre. Abbiamo già avuto l’adesione di 100 aziende cinesi che vogliono fare business con il resto del mondo, un dato che ci fa essere la prima fiera dell’ortofrutta al mondo per numero di espositori cinesi. The Cina Day è un grande opportunità per tutte le imprese della filiera ortofrutticola del mondo (dai produttori di fertilizzanti a quelli di macchine, sementi e prodotti ortofrutticoli), le quali potranno anche avere il loro stand digitale tradotto in cinese pagando un piccolo supplemento sul prezzo. Sarà possibile, in particolare, fare B2B con gli operatori cinesi ed abbiamo già predisposto uno staff di 30 interpreti che potranno assistere le imprese nei diversi meeting. Un progetto pazzesco su cui crediamo tanto. 

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