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giovedì 27 maggio 2021


Noci pecan, il Veneto ci prova

Dalle Americhe al Veneto: la noce Pecan si sta adattando al  terreno fertile della provincia di Venezia. Ci troviamo a Tenuta La Spiga - Cuor di Noce dove, in collaborazione con Veneto Agricoltura, si  sta testando la coltivazione di questo frutto originario della zona al confine tra Messico e Stati Uniti.

Il campo sperimentale, avviato nel 2018, si estende su circa un ettaro e mezzo dove sono state messe a dimora oltre 400 piante di Pecan. L'impianto-pilota situato ad Eraclea, come spiega Veneto Agricoltura, vede le piante disposte su 13 file distanti 7 metri l'una dall'altra; per ogni fila sono state collocate 31 piante/portinnesto distanti 5 metri. Lo scorso anno si sono effettuati gli innesti con le varietà Kanza, Lakota, Cheyenne e Pawnee. Queste varietà sono state scelte  per l'elevata qualità dei loro frutti dal gusto molto apprezzato dai consumatori.



“Le noci sono la mia grande passione – racconta a Italiafruit News Alessandro Gaggia, titolare di Tenuta  La Spiga, azienda a corpo unico da 370 ettari (di cui 150 a noce) guidata sin dal 1923 dalla famiglia Gaggia – e la noce Pecan è un frutto misterioso, nuovo per l'Italia e molto comune negli Stati Uniti: è visto come un alimento salutistico, è impiegato anche in diverse preparazioni culinarie,come la famosa Pecan Pie. Grazie a Veneto Agricoltura e al prof Leonardo Lombardini dell’Università della Georgia (Usa), uno dei massimi esperti di noce pecan al mondo, abbiamo intrapreso questo stimolante percorso che si darà i primi frutti nel 2025”.

Alessandro ha citato gli aspetti salutistici di questo frutto: la noce Pecan è conosciuta per essere un prodotto calorico (750 kilocalorie per ogni 100 grammi), ma il suo contenuto in grassi premia quelli buoni, cioè quelli insaturi. Questo permette alla Pecan di giocare un ruolo nella regolazione del colesterolo Ldl, mentre più in generale a queste noci sono associate proprietà anti-aging. L'elevato contenuto di fibre, poi, agevola le funzionalità dell'intestino; da non tralasciare, infine, la presenza di ferro e potassio.



Nel 2020 sono stati eseguiti gli innesti sulle piante messe a dimora e, come evidenzia l'imprenditore veneto, “tra cinque anni speriamo di vedere i primi frutti. E' un lunghissimo lavoro che richiede tanta pazienza. Sicuramente la pianta è bellissima a livello ornamentale: imponente e  dalla chioma ombreggiante, decisamente fuori dagli standard per i nostri paesaggi. Il loro sapore sarà una scoperta poiché dipende dalle varietà innestate, dal terreno e dal clima”.

La scelta della zona di Eraclea non è casuale. “I nostri terreni si trovano in una zona di bonifica, vicino al mare con una fitta rete di canali e idrovore gestite dal Consorzio di Bonifica del Veneto Orinetale, che assicurano l’acqua alle coltivazioni quindi si stanno adattando bene,– conclude Alessandro Gaggia - anche per il microclima favorevole di questo territorio”.

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