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mercoledì 30 giugno 2021


Pere, l'Italia non sarà l'unica a piangere

Se la pericoltura italiana piange per danni da gelo, malattie e patogeni, gli altri Paesi europei produttori di pere – ovvero i nostri principali concorrenti – non se la ridono certo di gusto. Anche Belgio, Olanda e Francia dovrebbero infatti registrare cali produttivi particolarmente marcati rispetto alla stagione 2020/21, mentre la Spagna ipotizza solo una lieve contrazione. L'unica eccezione riguarda il Portogallo, la cui produzione di pere Rocha dovrebbe tornare su livello normali dopo il crollo dello scorso anno. E' quanto emerso ieri in occasione di Interpera, il congresso mondiale della pera che ha visto Manel Simon dell’associazione spagnola Afrucat moderare il confronto online sulle indicazioni produttive tra i delegati europei.

L’Italia – primo produttore europeo per quantità – sta raccogliendo ed elaborando i dati aggiornati in arrivo dalle visite dei tecnici di campo. Le conseguenze del gelo stanno un po’ allungando i tempi di valutazione perché anche all’interno di uno stesso pereto si possono trovare situazioni produttive molto differenti. E’ possibile che tra una decina di giorni il Cso Italy saprà fornire una prima indicazione di massima sul potenziale produttivo delle diverse pere, compresa l’Abate Fetel, nostra varietà di riferimento. Ora è troppo presto per presentare stime e non avrebbe avuto senso presentare un dato poco affidabile al mercato.


Un momento di Interpera 2021

Anche l’Olanda non ha fornito stime ufficiali durante Interpera. Ma dalle informazioni date da Manel Simon, la produzione olandese potrebbe subire un calo nell’ordine del 30% rispetto all’anno scorso, chiuso con 393mila tonnellate. La Spagna ipotizza invece di raccogliere 292mila tonnellate, registrando una riduzione del 5% sul 2020/21 che sarà tutta da verificare sul campo. Anche i delegati degli altri tre maggiori Paesi produttori dell’Ue - Belgio, Portogallo e Francia - si sono esposti in prima persona. La proiezione belga parla di 275mila tonnellate, pari al 30% in meno della scorsa campagna. Il Portogallo è l’unico Paese a stimare un aumento importante dei volumi (+50% sulla scorsa stagione) a 210mila tonnellate. Mentre la Francia, da sempre grande importatore di pere italiane, ipotizza una contrazione del raccolto del 50% a sole 60mila tonnellate. 

Che dire ancora: queste proiezioni dimostrano che sarà un’annata di produzione contenuta per l’intero bacino dell’Europa, e quindi non solo per l’Italia. Ora non resta altro che aspettare l’evento Prognosfruit (5 agosto) per conoscere la reale offerta produttiva dell'Emisfero Nord.

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